Amato non risponde al gip. Il delitto della suocera: "La notte in cui la donna morì lui salì in casa sua sette volte"

Il medico, presente all’interrogatorio di garanzia, sarebbe stato incastrato dallo smartwatch e da una foto presa da una chat intitolata ‘Gas soporifero’. Nuova ordinanza del giudice: "Il medico deve stare in carcere anche per il decesso di Giulia Tateo"

Bologna, 3 novembre 2023 – Sette salite. Tutte tra le 23 della sera dell’8 ottobre 2021 e le 7 della mattina successiva, giorno in cui Giulia Tateo, 87 anni, è stata trovata morta nella camera da letto del suo appartamento di via Bianconi 6. Giampaolo Amato, che abitava al piano di sotto, salì per sette volte in casa dell’anziana proprio nella notte in cui la donna, secondo la Procura e i carabinieri, fu uccisa. E questa mattina nell'interrogatorio di garanzia davanti al Gip del tribunale di Bologna, ha deciso di non rispondere. Assistito dagli avvocati Cesarina Mitaritonna e Gianluigi Lebro, ha fatto però spontanee dichiarazioni, di cui non si conosce ancora il contenuto.

La ricostruzione della vicenda

Sette salite: è quanto ricostruisce il gip Claudio Paris nella nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Amato, l’oculista ed ex medico della Virtus di 64 anni accusato di aver ammazzato, oltre alla moglie Isabella Linsalata trovata senza vita la mattina del 31 ottobre 2021, anche la suocera Giulia Tateo. In entrambi i corpi sono state trovate tracce di due farmaci: il Midazolam, una benzodiazepina, e il Sevoflurano, un anestetico ospedaliero. Amato era già in cella da aprile per il delitto della consorte.

Giampaolo Amato, 64 anni, medico molto noto in città, con la moglie Isabella Linsalata, 62, e i due figli della coppa Sotto, Isabella Linsalata con la madre Giulia Tateo, 87 anni, uccisa da Amato secondo i carabinieri del Nucleo investigativo
Giampaolo Amato, 64 anni, medico molto noto in città, con la moglie Isabella Linsalata, 62, e i due figli della coppa Sotto, Isabella Linsalata con la madre Giulia Tateo, 87 anni, uccisa da Amato secondo i carabinieri del Nucleo investigativo

Sette salite, dunque, tutte tra le 23 e le 7 della notte tra l’8 il 9 ottobre di due anni fa. A inchiodare Amato – che interrogato dagli inquirenti aveva riferito di essere arrivato nel suo studio di via Bianconi intorno alle 20.30 del giorno precedente alla morte della suocera e di essere rimasto lì fino alla mattina dopo – c’è l’analisi del report dati del sensore attività del suo orologio, uno smartwatch. Non solo, alcune rilevazioni dei battiti cardiaci di quella notte sono insolitamente elevate (superiori ai 90 battiti al minuto) per l’orario in cui erano state registrate. Rilevazioni simili erano state registrate anche nella notte tra il 30 e il 31 ottobre, quando morì Linsalata.

Oltre a questo, c’è il fatto che alcuni parenti dell’anziana, tra cui la figlia Anna Maria e il nipote, hanno riferito di averla vista e sentita il giorno prima della morte in "perfetta forma". Dalle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo è inoltre emerso come il giorno prima del decesso della Tateo, il medico avesse chiesto al figlio se quella sera sarebbe o meno rientrato a casa.

L’altro punto su cui si è concentrato il gip riguarda l’analisi dei dispositivi elettronici (iPhone e iPad) dell’oculista: sullo smartphone di Amato è stata trovata una foto, scattata dall’indagato, dove si vede lo schermo e parte della tastiera di un altro dispositivo. Nell’immagine, che Amato ha salvato come promemoria sul suo telefono il giorno 7 ottobre, è presente parte di una conversazione web pubblica chiamata ‘gas soporifero’ avvenuta su Google gruppi tra alcuni utenti. In particolare, la foto in questione ritrae la domanda se esista o meno una molecola che, con inalazione, riesce a far addormentare: nella risposta vengono elencati alcuni anestetici simili proprio al Sevoflurano. Non solo, a incastrare il medico ci sarebbero altre due chat nelle quali è evidente come Amato conoscesse e utilizzasse, contrariamente a quanto lui stesso aveva dichiarato in sede di interrogatorio, il Midalozam. In un gruppo whatsapp denominato ‘Covid A2 Bellaria’ creato nel 2020 di cui faceva parte lo stesso medico, era stato inviato un file pdf contenente le indicazioni su come usare il farmaco su pazienti affetti da Covid. Amato aveva partecipato attivamente alla chat. E pochi giorni prima del decesso della Tateo, l’oculista aveva mandato un sms alla sua amante nel quale diceva di aver somministrato il Midazolam a una paziente.

Quindi, scrive il gip, Amato "non ha solo premeditato e cagionato la morte della moglie Isabella, ma alcuni giorni prima ha fatto lo stesso con la suocera Giulia Tateo". Entrambi gli omicidi sarebbero uniti "da una fine premeditazione e da un complessivo movente sentimentale-economico".

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