Arresti cardiaci, la mappa dei defibrillatori a Bologna. “Il sogno? Una città cardioprotetta”

Il cardiologo Gianni Casella e l’anestesista Federico Semeraro: “Se usati entro 3-5 minuti portano alla sopravvivenza fino al 60-70%”. Continuano i corsi nelle scuole

Defibrillatori a Bologna, nelle foto piccole Federico Semeraro (a sinistra) e Gianni Casella

Defibrillatori a Bologna, nelle foto piccole Federico Semeraro (a sinistra) e Gianni Casella

Bologna, 22 febbraio 2023 – "Il nostro sogno è rendere Bologna una città cardioprotetta con cittadini in grado di usare il defibrillatore nell'attesa dei sanitari. L'appello va ai presidi: siamo pronti ad allargare l'esperienza iniziata lo scorso anno con i corsi 'Kids save lives' in alcune scuole: con due ore o poco più si può già insegnare come riconoscere un arresto cardiaco e le manovre fondamentali per il trattamento iniziale. E successivamente dare le indicazioni per l'uso del defibrillatore automatico. Defibrillare entro 3-5 minuti dall'inizio dell'arresto cardiaco può portare la sopravvivenza fino al 50-70%".

Gianni Casella, direttore della Cardiologia del Maggiore, e Federico Semeraro, anestesista rianimatore e presidente eletto di European Resuscitation Counsil, lanciano un messaggio preciso.

"Oggi anno a Bologna il 118 è allertato in media per 200 arresti cardiaci in cui vengono iniziate le manovre di rianimazione cardio-polmonare, nel 97% dei casi sono testimoniati, ossia si trovano accanto delle persone che possono chiamare il 118 e, se sono disposte, possono intervenire. A Bologna su questi arresti interviene il 38% dei testimoni e il cuore riparte nel 34% dei casi e la sopravvivenza alla dimissione dall'ospedale è del 15%.Questi sono dati del 2021. Nel 2020 la percentuale dei laici intervenuti era del 36% nel 2019 del 28% e se torniamo indietro al 2011 era del 10%. In dieci anni sono triplicate le persone che si rendono disponibili e questo grazie alla sensibilizzazione che portiamo avanti", aggiunge Semeraro.

Quanti sono i defibrillatori semi-automatici a disposizione, i cosiddetti Dae, fondamentali per la defibrillazione precoce territoriale?

"Nel Comune di Bologna finora ne abbiamo censiti 385 e 1.376 sono i cittadini registrati all'App Dae Responder, che è in grado di allertare chi si trova in prossimità di un caso di arresto cardiaco e dare le indicazioni dei dispositivi più vicini", precisa Donatella Del Giudice, l'ingegnere dell'Ausl responsabile del programma Centro regionale 118 Emilia-Romagna.

La mappa dei defibrillatori a Bologna

Ecco la mappa dei Dae per tipologia di luogo: 13 nei centri commerciali-Fiere, 11 nei centri di culto, 8 nei centri economici-banche, 56 nei centri pubblici; uno in una farmacia; 51 nei luoghi delle forze dell'ordine; 49 sono presenti negli impianti sportivi; 92 nelle imprese private; 71 negli edifici scolastici; 3 nei luoghi di svago; uno in luogo privato-condominio; 11 nei luoghi pubblici; 3 in strutture ricettive; 12 in strutture sanitarie; 3 negli studi medici.

Vediamo la distribuzione degli stessi dispositivi nei quartieri. "In base al rapporto tra il numero di Dae e l'estensione territoriale - precisa Del Giudice -, risulta che la zona più servita è San Donato-San Vitale, con 134 defibrillatori, seguita da Porto-Saragozza con 74, poi Navile con 86, Savena con 18, Borgo Panigale-Reno con 46 e Santo Stefano con 27. Potrebbero essere presenti altri dispositivi che non ci sono stati notificati, quindi invito la cittadinanza a segnalarci Dae non censiti, anche utilizzando l'App Dae Responder".

Pazienti salvati: la storia

"Uno degli ultimi pazienti avuti in reparto - ricorda Casella - è stato salvato dagli istruttori di una palestra, dove era crollato a terra all'uscita dalla sauna dopo aver accusato delle vertigini. I ragazzi si sono resi conto della gravità della situazione e uno ha iniziato il massaggio cardiaco, uno ha chiamato il 118 e un altro è corso a prendere il defibrillatore applicato come hanno imparato al corso di formazione. Hanno atteso che la macchina avesse riconosciuto l'aritmia e dato il via libera per la scarica: uno, due, tre, quattro volte fino a quando sono arrivati i soccorritori del 118 che hanno dato un'altra scarica al cuore dell’uomo, facendolo ripartire definitivamente. Il paziente è stato stabilizzato, trasportato all’ospedale Maggiore e preso in carico dall’équipe della rianimazione e della cardiologia. Il giorno successivo è stato svegliato in rianimazione, trasferito in cardiologia dove gli accertamenti sono proseguiti e al termine gli è stato impiantato un defibrillatore che lo proteggerà da eventi successivi. L'intervento dei laici e poi quello del sistema sanitario lo hanno salvato".

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I corsi nelle scuole

Semeraro prosegue l'attività nelle scuole. "Il progetto 'Kids save lives’: imparare come salvare una vita' (https://www.118er.it/ksl/) è promosso dall'Ausl, in collaborazione con Italian Resuscitation Council e con il supporto di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna: finora ci ha portato in 9 scuole di Bologna e provincia - fa i conti il rianimatore del maggiore - ed entro giugno dovremo arrivare a 20 eventi complessivi, con un coinvolgimento di 2mila studenti e cento insegnanti" .

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