Biglietti bus Bologna, Lepore contro il carovita: "Niente aumenti fino al 2025"

Il sindaco: "Aiutiamo i cittadini più colpiti dal rialzo dei prezzi. Ora azione congiunta con il governo". E sulla Città 30 rassicura: "Capiamo i dubbi. Avanti senza strappi né atteggiamenti ideologici"

Bologna, 15 agosto 2023 – Nel bilancio di (quasi) metà mandato il sindaco Matteo Lepore ha un chiodo fisso: aiutare i cittadini maggiormente colpiti dall’inflazione. Per salvaguardare il loro tenore di vita ha deciso di congelare l’aumento del biglietto dell’autobus fino al 2025 (la corsa singola resterà a 1,5 euro), mentre per aiutarli a recuperare quanto perso per l’inflazione invita il proprio partito, il Pd, "a mettere al centro della sua agenda la battaglia per sostenere i redditi medio-bassi" e candida la propria città, Bologna, a un "ruolo nazionale" in questo senso.

Matteo Lepore, l'intervista di Ferragosto al sindaco
Matteo Lepore, l'intervista di Ferragosto al sindaco

Sindaco Lepore, come pensa di fare?

"Serve un’azione congiunta tra governo ed enti locali. La premier Meloni deve vedere nei sindaci degli alleati in questa battaglia. È sotto gli occhi di tutti che serve una politica di calmieramento delle tariffe di tributi e servizi, in particolar modo per incidere sul costo degli alloggi. Certo, parliamo di un governo che non ha rifinanziato il fondo per gli affitti e che deve ancora trovare tre miliardi per la sanità pubblica...".

In attesa di segnali da Roma, è possibile agire in qualche modo a livello locale?

"Sì, e per questo abbiamo deciso di congelare l’aumento del biglietto dell’autobus fino al 2025. Abbiamo fatto bene i conti ed è possibile procedere. Dobbiamo fare di tutto per aiutare i cittadini in difficoltà economica".

Da dove arriveranno i fondi per neutralizzare l’aumento delle tariffe?

"Dal contratto di servizio e senza incidere ulteriormente sui cittadini. La priorità è superare questo periodo di inflazione molto alta: ritoccare all’insù il prezzo del biglietto ora non serve, la discussione sulle tariffe va spostata al 2025".

Perché aspettare?

"Perché da qui alla fine del 2024 assisteremo alla rivoluzione dei trasporti pubblici sul nostro territorio, con corse ogni 15 minuti delle linee dell’Sfm e con il contestuale avanzamento dei cantieri delle due linee di tram. Il 2025 è l’anno giusto per rivoluzionare la mappa dei trasporti urbani e metropolitani e per collegare ancora meglio tra di loro le zone della città. E, dunque, anche per discutere di una nuova tariffazione del trasporto pubblico".

L’anno prossimo scade la gara per il trasporto pubblico e i sindacati hanno chiesto di prorogare il contratto esistente fino al 2026.

"Sono favorevole alla loro richiesta, servono investimenti adeguati a favore dei cittadini. E vedo la possibilità di sedersi a un tavolo perché ci siano anche le garanzie per tenere ferme le tariffe e migliorare ulteriormente il servizio".

Capitolo infrastrutture: i cantieri della Linea Rossa del tram proseguono, per ora senza sconvolgimenti enormi sul traffico, ma è possibile che da settembre la situazione diventi più critica: è preoccupato?

"Disagi ci saranno, ma questa giunta sta lavorando per realizzare opere che, negli ultimi decenni, mai sono state fatte. Al termine del mio mandato avremo un città trasformata: due linee di tram realizzate più una in costruzione, venti nuove scuole, tra cui i nidi necessari per azzerare le liste attesa, due nuovi stadi, tra quello temporaneo a Fico e il restyling del Dall’Ara, un nuovo Palasport in Fiera, diverse migliaia di ettari di parchi e le nuove case della Salute".

La Linea Verde del tram non arriverà più a Castel Maggiore: i critici dell’opera sottolineano che così si abbandona la provincia. E anche la sindaca Gottardi è rimasta delusa.

"Con Gottardi abbiamo parlato, rassicurandola che il capolinea del tram sarà collegato alla fermata Sfm che serve anche Primo Maggio, che i residenti di Castel Maggiore potranno raggiungere a piedi, in auto grazie a un ampio parcheggio e pure in bici, visto che sarà realizzata una ciclabile apposita. I tempi dettati dal Pnrr sono molto serrati, stiamo facendo di tutto per rispettarli, e a questo vanno aggiunti i rincari del 30% ai costi delle opere pubbliche in tutta Italia. Abbiamo dovuto fare delle scelte, che però garantiscono la qualità del servizio e non pregiudicano la funzionalità dell’opera".

Città 30: da qui a fine anno cosa accadrà?

"Da settembre inizierà la fase due della campagna informativa, mentre nel frattempo stiamo già installando la segnaletica necessaria: coinvolgeremo le scuole e andremo nei quartieri per raccontare a tutti cos’è la Città 30, con incontri tra cittadini e Polizia Locale. Poi continueremo nelle opere che cambieranno fisicamente le nostre strade, come le nuove asfaltature e i lavori per i marciapiedi, per cui abbiamo un budget da 13 milioni".

Cittadini e categorie economiche sono molto preoccupate dai nuovi limiti di velocità.

"Siamo convinti che abbassare la velocità migliorerà la qualità della vita e ci permetterà di raggiungere i risultati che ci siamo fissati, a partire dall’obiettivo ’zero morti’ per incidenti. Però i dubbi sono legittimi, così come è comprensibile che su questo provvedimento si sia acceso il dibattito. Per noi si tratta di un cambiamento lento, che vogliamo portare avanti senza strappi e su cui intendiamo confrontarci in modo non ideologico".

Sul fronte sicurezza ci aspettano mesi intensi tra la gestione della zona universitaria e la lotta a situazioni radicate, come in alcune aree della Bolognina.

"Dobbiamo proseguire il lavoro metodico con magistratura, prefettura e tutte le forze dell’ordine: abbiamo lavorato bene quartiere per quartiere, recuperando molte zone che erano in mano alla criminalità organizzata, come il mercato di Santa Viola, con gli spacciatori di crack, le cantine dei palazzi Acer in Bolognina dove continuano le azioni congiunte di controllo o il ‘quadrilatero’ di via Malvasia e dintorni. Parlo di criminalità organizzata perché non bisogna avere paura di usare questa parola. A Bologna non dobbiamo nascondere la polvere sotto il tappeto: siamo una giunta di sinistra che non ha paura di usare la forza per tutelare la sicurezza, e soprattutto i diritti, dei cittadini più deboli".

Sull’alluvione lo scontro politico ha raggiunto livelli di guardia: si riuscirà a ricucire il rapporto con l’esecutivo?

"Sull’alluvione vale il discorso che abbiamo fatto per il tram: vogliamo collaborare con il governo, con alcuni esponenti si riesce, con altri meno. L’arroganza fa solo male a chi governa il Paese, l’esecutivo deve risolvere i problemi, non aumentare le contrapposizioni con gli enti locali. E le circolari non bastano, perché con quelle non si pagano gli stipendi né si danno le risorse per ricostruire, visto che finora le uniche messe in campo sono quelle degli enti locali".

La figura del generale Figliuolo potrà aiutare ad appianare i contrasti?

"Siamo fiduciosi su tutto il lavoro che sta facendo e che farà il generale. Purtroppo non è sempre messo nelle condizioni ideali per lavorare e temiamo che la burocrazia possa ostacolare anche lui".

Nel 2024 si vota per le Europee: oltre al giudizio sul dopo-alluvione cosa potrà indirizzare il voto degli elettori?

"Le politiche sociali di sostegno di salari e cittadini con redditi medio-bassi, a partire dalla proposta sul salario minimo. Su questo il Pd deve svoltare, dando risposte, al Centro-Nord, a chi lavora e magari ha due impieghi, ma non riesce ad arrivare alla fine del mese, e al Sud favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro".

Bonaccini si è messo a disposizione del Pd anche per un terzo mandato alla guida della Regione: come vede la partita per scegliere il prossimo candidato del centrosinistra?

"La discussione per le Regionali partirà per forza dalla gestione del post-alluvione. Intanto dobbiamo dare risposte concrete a cittadini e imprese e trovare gli 8 miliardi che mancano, poi imposteremo la strada migliore per un progetto politico che possa sorprendere e battere il centrodestra come avvenuto nel 2020, partendo sempre dalla difesa dei ceti sociali più deboli. Se faremo squadra non sarà un problema sceglierlo senza le primarie, ma in ugual modo le potremo fare".

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