Cadavere al Meloncello: scoperta choc di una coppia. Sarebbe Enrico Viggi

Il corpo è in decomposizione avanzata: il fratello Fabio l’ha riconosciuto dall’orologio. Disposta l’autopsia: al momento non è possibile fare ipotesi sulle cause della morte

Bologna, 15 marzo 2024 – Un cadavere in avanzato stato di decomposizione. Il volto devastato, per il tempo trascorso all’aperto, in un luogo impervio, in balia degli animali e degli agenti atmosferici. Erano circa le 16,30 quando una coppia di ragazzi, che stavano facendo una camminata sui Colli, lungo il percorso che segue il torrente Meloncello, si sono imbattuti nel corpo senza vita e hanno dato l’allarme.

L’intervento dei vigili del fuoco ieri sera in zona Meloncello
L’intervento dei vigili del fuoco ieri sera in zona Meloncello

 Sarebbe Enrico Viggi

Il corpo è quasi certamente del 47enne Enrico Viggi. Il fratello Fabio, che lo ha identificato dagli indumenti e dall'orologio che indossava, ne aveva denunciato la scomparsa lo scorso 6 febbraio e aveva anche lanciato un appello sui social e alla trasmissione di Rai Tre 'Chi l'ha visto?'. Visto lo stato in cui si trova il cadavere al momento non è possibile fare ipotesi sulle cause della morte. Sarà quindi necessaria l'autopsia, già disposta dalla Procura, per escludere che l'uomo possa essere rimasto vittima di un'aggressione.

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Il pm Elena Caruso sta per conferire l'incarico per lo svolgimento dell'esame autoptico al medico legale Paolo Fais.

Enrico Viggi, viveva in zona Barca e faceva il magazziniere in una azienda di servizi di sanificazione a Zola Predosa. La mattina della scomparsa, il 5 febbraio, era uscito come sempre verso le 7 del mattino in bicicletta per andare a lavoro.

A casa aveva lasciato i documenti, il cellulare, il pranzo che si era preparato e dentro la credenza c'erano i farmaci che solitamente prendeva. Da diversi anni era seguito dal Centro di salute mentale di viale Panzacchi e nel 2022 era stato ricoverato in una casa di cura. Il fratello Fabio, assistito dall'avvocata Barbara Iannuccelli dell'Associazione Penelope, nel denunciare la sua scomparsa aveva sottolineato che ultimamente lo aveva visto turbato, sofferente, e con manie di persecuzione.

Il corpo era in una zona impervia

Tornando al ritrovamento del cadavere, subito sul posto sono intervenuti polizia e vigili del fuoco: il corpo si trovava in una zona difficile da raggiungere, tanto che i pompieri si sono dovuti fare strada, nel buio, tagliando alberi e rami. Anche la Squadra mobile è intervenuta, per avviare le indagini necessarie a identificare l’uomo e capire le cause della morte.

Quanto alle cause della morte, sono aperte tutte le ipotesi: non si esclude che l’uomo possa essere rimasto vittima di un’aggressione fatale. Ma non si escludono neppure il malore o il gesto volontario.

Gli interventi per il recupero del corpo, che hanno visto impegnati anche gli operatori del Nucleo speleoalpinofluviale dei vigili del fuoco, sono andati avanti fino a tarda sera, nel buio: erano le 23 quando il corpo è stato affidato ai necrofori per il trasporto al Dos della Certosa. Adesso, si attende che venga conferita l’autopsia, per capire cosa ha portato il malcapitato alla morte.

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