Bologna, chiude la storica Salumeria Dall’Olio. La titolare: “Non c’è ricambio generazionale”

A fine anno si abbasseranno le serrande del bancone che dal 1948 si trova in via dei Mille. La ricca selezione di porcini della vetrina accanto verrà venduta e il ricavato andrà in beneficenza

La Salumeria Dall’Olio in via dei Mille a Bologna
La Salumeria Dall’Olio in via dei Mille a Bologna

Bologna, 30 novembre 2023 – Ricordi, storie e tradizione sembrano quasi fondersi all’unisono dentro le mura della storica Salumeria Dall’Olio, in via dei Mille. “Tutto iniziò nei primi anni Trenta, quando la mia bisnonna diede inizio a questa attività, in viale Pietramellara. Durante la guerra però i bombardamenti resero il negozio inagibile e quindi la Salumeria si trasferì poi in via dei Mille nel 1948, dov’è tuttora. Io entrai qui nel lontano 1983: dietro questo bancone ho vissuto oltre quarant’anni di lavoro, di emozioni, di rapporti con i clienti, a cui si sommano gli anni in cui, qui, ha lavorato la mia famiglia materna  – spiega la titolare Barbara –. Ora però l’attività è destinata a scrivere il suo ultimo capitolo: non c’è ricambio generazionale e per questo provo un grande rammarico”.

A fine anno, infatti, “si abbasseranno le serrande e quasi non mi sembra vero – continua Barbara –. È da un paio di anni che ho cercato qualcuno che mi sostituisse, ma non si è affacciato nessuno. Cambiano i tempi e purtroppo noto come siano tanti i negozi che la città sta piano piano perdendo, compresa la mia. Col cuore sarei potuta andare avanti altri vent’anni, ma non ho più le energie necessarie. Il commercio è sempre stato nel dna della mia famiglia, perché anche mio papà ha gestito la Provvida di via Donato Creti per sessant’anni”.

Nella porta attigua alla salumeria, c’è un’altra insegna storica: un’ex-profumeria che Dall’Olio ha trasformato, da più di trent’anni, in una vetrina in cui esporre una ricca selezione di porcini, anch’essa destinata a chiudere: “Per quanto riguarda questo secondo spazio, ho pensato di vendere gli oggetti lì presenti, per poi destinare il ricavato in beneficenza”. Nel corso di questi anni, sono tanti i ricordi che Barbara ha collezionato e conservato dentro cuore e mente, a partire dal rapporto con i clienti, “compresi quelli che sono sempre venuti a trovarmi da fuori Bologna, durante le fiere o i convegni – continua la titolare –. Alcuni si aspettavano di vedermi anche il prossimo anno, ma ho dovuto informarli che purtroppo le serrande si abbasseranno. Nel tempo si creano dei legami ed è difficile prendere decisioni di questo tipo, per me e per chiunque si ritrovi in questa situazione: purtroppo però tra i giovani non si respira più quella voglia di mettersi a lavorare dietro al bancone, imparare l'arte del mestiere o semplicemente come si taglia un parmigiano o si disossa un prosciutto a mano. E quindi ci sono decisioni da prendere a malincuore. Se sempre più negozi storici chiudono, il rischio è quello di continuare a perdere l’identità, l’artigianalità: ormai sembra non esserci più una professionalità definita”.

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