L’indagine è partita a maggio dopo il malore di una diciassettenne
L’indagine è partita a maggio dopo il malore di una diciassettenne

Bologna, 29 luglio 2021 - Girava droga tra quei ragazzini. Hashish, marijuana, cocaina e pericolosissime droghe sintetiche, una delle quali addirittura inserita nelle tabelle delle sostanze stupefacenti solamente lo scorso anno. Sballi durante serate, feste, incontri a casa di amici, sui colli bolognesi. Almeno fino a quando una di loro, 17 anni appena, si è sentita male ed è scoppiato definitivamente il bubbone con un’indagine di Arma e Procura minorile che da mesi stanno cercando di scoperchiare il pentolone. Un punto fermo al momento c’è già: un indagato, all’epoca dei fatti minorenne. Ma l’obiettivo vero è la caccia al pesce più grosso, ovvero chi quella droga la riforniva e la portava. Soprattutto, da dove arrivava.

Il malore

Una storia che nasce a metà della primavera scorsa: maggio per l’appunto. Non siamo nelle piazze della movida dove trovare uno spinello o una riga di polvere bianca è più facile che bersi un caffè. Questa storia – una delle tante, purtroppo – nasce sui colli e prende la direzione di via San Mamolo dove i protagonisti sono soprattutto i figli di famiglie della media e alta borghesia. Amici o semplici conoscenti che si ritrovano a casa, in qualche locale, in strada dopo mesi di chiusure e solitudini. E a quelle serate – già conosciute alle forze dell’ordine – gira droga, perlopiù hashish e marijuana, ma anche sostanza sintetica che ti sballa in un attimo e può essere devastante. Proprio durante uno di quegli eccessi, una ragazzina di 17 anni si sente male, torna a casa nel cuore della notte devastata e accusa un malore. Verrà accompagnata all’ospedale dalla mamma e serviranno ben pochi accertamenti per capire il motivo del suo stato di salute. Se la caverà per fortuna e ne uscirà poche ore più tardi con un certificato medico ora agli atti dell’inchiesta.

Via all’indagine

Da questo momento inizia tutta un’altra storia e a ballare, questa volta, saranno i carabinieri della Compagnia Bologna centro diretti dal sostituto procuratore dei minori Caterina Salusti. A dare il là alle indagini è la stessa madre che denuncia lo stato della figlia, i sospetti, mettendo nero su bianco i nomi delle sue frequentazioni, i luoghi dei ritrovi, delle feste. Non solo. In quel documento la donna parla anche di atteggiamenti aggressivi subiti dalla stessa figlia, sui quali sono in corso ulteriori accertamenti.

Raffica di nomi

Dopo di lei tocca alla diciassettenne parlare, raccontare, sfogarsi. Dai nomi – la stragrande maggioranza sono minorenni – i carabinieri arrivano facilmente alle loro abitazioni tra lo stupore dei genitori. Partono perquisizioni, sequestri di apparecchi telefonici, pc, seguite da sfilate in caserma o direttamente negli uffici di via del Pratello, quartier generale della Procura minorile. Si arriva a una villetta di via San Mamolo, qui dove in più occasioni la ragazzina e altri amici si sarebbero trovati per fare serate, per trascorrere qualche ora insieme. E per sballarsi. Il figlio dei proprietari, completamente ignari della situazione, è uno dei nomi usciti dalle indagini e in passato ha avuto una relazione con la diciassettenne. Tra quelle quattro mura viene ritrovata una modica quantità di droga sintetica, uno zero virgola ma importante per arrivare ad iscrivere nel registro degli indagati l’allora minorenne. Al momento la contestazione parla di detenzione a fine di cessione di sostanza stupefacente all’amica che poi accuserà il malore. Ma tra cessione e malore, in quegli atti, per ora non comparirebbe nessun tipo di collegamento.

In Procura

Nei giorni scorsi il ragazzo, che alcune settimane fa ha compiuto 18 anni, è stato convocato per rendere interrogatorio e chiarire la sua posizione. Ogni atto è stato secretato e negli uffici investigativi le bocche restano cucite. Troppo delicato il momento. ’Sotto chiave’ anche tutte le sommarie informazioni rese dalle decine di testimonianze già acquisite: chi era presente a quelle serate – in particolare a quella dove la ragazza è stata male – che sarebbero iniziate ancora prima del lockdown. Un dettaglio che gli inquirenti stanno cercando di chiarire.

Secondo livello

Fin qui il procedimento 'lepre'. Sì, perché il vero obiettivo dell’inchiesta è raggiungere il secondo livello che punta ai soggetti più grossi, coloro i quali hanno fatto arrivare oppiacei e droghe sintetiche a quel ragazzo finito nei guai e ad altri minorenni e maggiorenni coinvolti in quelle serate. Risalire la cosiddetta filiera dell’approvvigionamento per smascherare capi e capetti dello spaccio. Stando a indiscrezioni, vi sarebbero già altri nomi iscritti tra gli indagati: quattro, cinque persone. Con l’inchiesta che presto potrebbe sfociare pure negli uffici di via Garibaldi, alla Procura ordinaria. Sotto sequestro sono finiti telefoni e altri apparecchi elettronici di molti dei coinvolti, la loro lettura porterà presto a risultati importanti. Di questo gli inquirenti ne sono certi.