Film filorusso in una sala civica a Bologna, scoppia la polemica

Bufera sulla proiezione prevista il 27 gennaio nella casa di quartiere Villa Paradiso. Il Comune: "Dev’essere ritirato", FdI: "Il sindaco non controlla". La propaganda anti-Ucraina sta facendo il giro delle città: da Modena a Lucca e Milano

Bologna, 6 gennaio 2023 – La propaganda filorussa arriva anche sotto le Due Torri. Dopo il caso scoppiato a Modena per un incontro sulla ricostruzione di Mariupol, promosso dall’Associazione Culturale Russia Emilia-Romagna in una sala civica, a Bologna va in scena un copione simile. Fissata per il 27 gennaio c’è, infatti, la proiezione di un film filo Cremlino ’Il Testimone’ alla casa di quartiere Villa Paradiso di via Emilia Levante. A introdurre la pellicola Vincenzo Lorusso dell’associazione Donbass Italia e il giornalista Andrea Lucidi, già oggetto di una interrogazione parlamentare per la sua partecipazione a un evento ospitato dall’ambasciata italiana a Mosca e noto per le sue posizioni anti-Ucraina.

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Insomma, come già in altre città italiane dove i filorussi stanno organizzando eventi ad hoc, da Modena a Lucca (dove è stato invitato pure l’ideologo di Putin, Aleksandr Dugin) e Milano, è scoppiata la bufera. Ad accendere la miccia è il consigliere e coordinatore provinciale di FdI, Francesco Sassone: "Trovo inaccettabile che a Bologna in una sala comunale, la casa di quartiere Villa Paradiso, il 27 gennaio si possa pensare di tenere la proiezione di un film ’Il Testimone’ frutto della propaganda filo russa, finanziato dal ministero della cultura russo dove gli organizzatori vorrebbero dare voce a chi difende la posizione di Mosca sull’invasione dell’Ucraina. Un vero e proprio schiaffo alla popolazione ucraina martoriata da quasi due anni di guerra. Un evento del genere non doveva essere messo in calendario".

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Il Comune, dalla sua, non ha perso tempo. E, "appreso dai social network della proiezione del film di propaganda anti-ucraina ’Il Testimone’ alla casa di quartiere Villa Paradiso", fa sapere in una nota che "convocherà a stretto giro il gestore dello spazio in convenzione, perché è inaccettabile utilizzare una sede istituzionale per attività di propaganda, siamo contrari a questa iniziativa e chiederemo agli organizzatori di ritirarla".

Sassone, però, non spegne le polemica: "Questa è l’ennesima dimostrazione di ciò che denunciamo da tempo, come nel caso dell’esibizione della band P38 inneggiante alle brigate rosse all’ex centrale del latte, spazio del comune assegnato nel 2019 al Laboratorio Crash, ossia la totale assenza di controlli da parte della giunta Lepore di quanto avviene negli spazi pubblici dati in gestione. Mancanza di controlli confermata dallo stesso Comune quando dichiara di aver appreso solo dai social di questo evento. Siamo di fronte all’ennesima riprova dell’incapacità di Lepore di amministrare la città".

L’ambasciatore ucraino a Roma, Yaroslav Melnyk (che ha chiesto di cancellare la mostra filo-russa di Modena), denuncia che "l’Italia sta diventando una vittima delle manipolazioni del Cremlino con un quantità di eventi pianificati impressionante: Modena, Lucca, Milano, Bologna e altri. È fondamentale la sinergia tra istituzioni statali e la società per contrastare i giochi sporchi russi nella famiglia democratica europea".

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