Giovanni Padovani e le telefonate prima del delitto di Matteuzzi: "Squadra nuova e hotel con Ale"

Le testimonianze raccolte dalla difesa: l’obiettivo è quello di confutare la premeditazione. Ma le parti civili contestano la modalità di produzione degli ultimi atti alla Corte d’assise

Giovanni Padovani e Alessandra Matteuzzi

Giovanni Padovani e Alessandra Matteuzzi

Bologna, 16 maggio 2023 – Giovanni Padovani sta aspettando la perizia psichiatrica. E dopo la fine della scorsa udienza, rinviata al 22 maggio prossimo proprio per il conferimento dell’incarico ai due professori che dovranno eseguirla, il suo avvocato Gabriele Bordoni ha depositato le ultime carte di indagini difensive, dopo l’ok all’acquisizione da parte della Corte dell’intero fascicolo sul caso.

Si tratta di alcuni referti medici del ventisettenne accusato di avere ucciso a martellate e colpi di panchina il 23 agosto 2022 la ex compagna Alessandra Matteuzzi, relativi a quando si ruppe il menisco e a quando fu operato per una cisti benigna all’inguine, nel 2020, e di alcune testimonianze scritte: di sua madre, del responsabile di un hotel cittadino che spiega come il giorno dell’omicidio, alle 16, Padovani avesse prenotato una stanza per quella notte a nome suo e di Sandra, e del dirigente di una squadra di calcio del Modenese, cui lo stesso giorno, in tarda mattinata, l’imputato telefonò per chiedergli con urgenza un posto in rosa, per avvicinarsi a Bologna, dato che in quel momento giocava in Sicilia. Elementi che, per la difesa, escluderebbero la premeditazione. "Credo che il vissuto di Padovani ne spieghi l’involuzione patologica che sarà oggetto dell’attività peritale. Un passaggio imprescindibile per un giusto processo. Ho deciso di depositare questo materiale perché utile alla imminente perizia". Ma le parti civili si scagliano contro il deposito di questi atti, avvenuto pochi minuti dopo la fine dell’udienza del 3 maggio scorso, con modalità che definiscono scorretta. "Confermiamo il deposito, fuori udienza, di materiale da parte della difesa di Padovani – attaccano gli avvocati della famiglia Matteuzzi, Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini –. Riteniamo doveroso discuterne nell’unica sede deputata: in aula, davanti alla Corte d’Assise".

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