La Perla, atti in Procura: aperto un fascicolo

L’inchiesta è senza indagati né ipotesi di reato. Si attendono le relazioni dei curatori nominati dal Tribunale

Bologna, 8 febbraio 2024 – Gli atti del Tribunale civile di Bologna su La Perla sono stati trasmessi in Procura che, come avviene in questi casi, ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza indagati né ipotesi di reato.

La Perla: quasi 300 lavoratrici senza stipendio da ottobre (foto Schicchi)
La Perla: quasi 300 lavoratrici senza stipendio da ottobre (foto Schicchi)

Questo tipo di fascicolo – che è un atto quasi dovuto, una prassi consolidata – sono coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caleca, dopo che nei giorni scorsi il Tribunale ha dichiarato l’apertura della liquidazione giudiziale de La Perla Global Management Uk Limited e lo stato di insolvenza de La Perla Manufacturing srl. Decisione, quest’ultima, che, di fatto, estromette il fondo anglo-olandese Tennor del finanziere Lars Windhorst.

Fondo che ha condotto l’azienda di lingerie di lusso – che tra l’altro compie 70 anni – in una crisi nerissima con le oltre trecento lavoratrici senza stipendio da ottobre. Da qui, l’obiettivo dei curatori nominati dal Tribunale di Bologna (gli avvocati Francesco Paolo Bello, Francesca Pace e Gianluca Giorgi) è proprio quello di accelerare facendo in modo che l’Inps paghi in maniera diretta gli ammortizzatori sociali.

In questo contesto la Procura attenderà le relazioni dei curatori per studiare il materiale e valutare, poi, eventuali ipotesi di reato e responsabilità. Di certo si sa che i riflettori su La Perla erano già stati accesi da tempo dalla Procura, vista la rilevanza sociale del caso.

Nel frattempo già c’è stato un incontro tra i curatori e le sigle sindacali (tema trattato in primis quello delle retribuzioni in stallo) ed è stata cerchiata in rosso la data del 15 maggio, quando ci sarà l’udienza per decidere sull’amministrazione straordinaria dell’azienda di lingerie.

Toccherà ai curatori depositare il loro parere sulla fattibilità di aprire tale procedura o se, invece, scegliere l’opzione di una liquidazione giudiziale al pari della holding inglese.

Stefania Pisani della Filctem-Cgil ricorda che la situazione per le lavoratrici resta complicata, visto che non ricevono lo stipendio da cinque mesi.

"Chiediamo al ministero di convocarci per un tavolo. Lo chiediamo dal 29 novembre. Al momento stiamo lavorando affinché vengano attivati gli ammortizzatori sociali per le lavoratrici". Obiettivo dei sindacati, visto che le retribuzioni degli ultimi mesi sono difficili da ottenere, è quello di far pagare dall’Inps almeno la solidarietà arretrata che avrebbe dovuto essere anticipata dall’azienda, ma così non è stato.

Conferma Mariangela Occhiali della Uiltec-Uil: "Abbiamo avuto una prima interlocuzione con i tecnici del ministero proprio sul tema degli ammortizzatori sociali. Dobbiamo al più presto firmare gli accordi di cassa integrazione".

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