La Perla, il fondo anglo olandese è fuori: si spera nell’amministrazione straordinaria

Buona notizia per i 220 dipendenti, quasi tutte donne, dello storico marchio di lingerie. Ecco chi saranno gli amministratori straordinari. Sul tavolo dei sindacati, invece, c'è anche la partita degli ammortizzatori sociali

Le dipendenti de La Perla davanti alla sede di via Mattei (foto Schicchi)
Le dipendenti de La Perla davanti alla sede di via Mattei (foto Schicchi)

Bologna, 1 febbraio 2024 – A dispetto di quello che potrebbe sembrare, per lo storico marchio de La Perla, e soprattutto per le 220 lavoratrici, arriva una buona notizia: il tribunale di Bologna ha dichiarato lo stato di insolvenza de La Perla Manufacturing srl, il che significa che il fondo anglo-olandese Tennor è fuori dalla gestione dell’azienda e ora possono entrare in scena gli amministratori straordinari del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

Il giudice delegato è Maurizio Atzori. Dopo una fase di osservazione, verrà decisa l'apertura dell'amministrazione straordinaria che sarà affidata agli avvocati Francesco Paolo Bello, Francesca Pace e Gianluca Giorgi. La sentenza è stata emessa oggi in Camera di consiglio: solo la settimana scorsa era stata aperta la liquidazione giudiziale per La Perla Global Management Uk, la società che controlla lo storico marchio di lingerie.

Le motivazioni

"Appare evidente che l'impresa La Perla Manufacturing non è stata gestita, almeno negli ultimi anni della sua vita in bonis, in maniera corretta e proficua". Così, nella sentenza con cui dichiara lo stato d'insolvenza della società, il Tribunale di Bologna motiva la decisione di affidare la gestione dell'azienda ai tre commissari giudiziali individuati dal Mimit, decretando di fatto l'uscita di scena del fondo Tennor di cui è patron il controverso finanziere Lars Windhorst, che aveva rilevato la storica realtà bolognese della lingerie di lusso nel 2018.

Da notare, fra l'altro, che le norme sull'amministrazione straordinaria limitano la nomina di tre commissari giudiziali solo "ai casi di eccezionale rilevanza e complessità della procedura". La sentenza ricorda anche come, già il 19 dicembre, fosse stato disposto il sequestro di tutto il patrimonio della società, compresa l'azienda, al fine di "evitare che nel corso del procedimento si verificassero alterazioni sensibili nel patrimonio del debitore". In quell'occasione erano stati nominati custodi Luca Mandrioli e Andrea Monari, ma ora quell'istanza cautelare perde efficacia. L'adunanza per l'esame dello stato passivo si terrà il 15 maggio, il termine per la presentazione delle domande di insinuazione è fissato al 15 aprile.

Sindacati soddisfatti: “Ma ora Cig”

"C'è moderata soddisfazione”, ha detto Mariangela Occhiali della Uiltec Uil, commentando la sentenza. “Diamo il tempo ai commissari di fare le opportune verifiche, ci siamo già resi disponibili a eventuali incontri e vediamo se ci sono le condizioni per provare a fare ripartire questa azienda”, ha insistito Occhiali. Intanto sul tavolo c'è anche la partita degli ammortizzatori sociali: “Il Mimit si faccia garante, devono essere rapidi”.

Anche perché le 220 lavoratrici de La Perla Manufacturing a cui vanno aggiunte le 70 de La Perla Global Management Uk per la quale è stata decisa la liquidazione giudiziale, sono senza stipendio da ottobre e il 10 febbraio perderanno la quinta retribuzione. Una mensilità in meno hanno perso le oltre venti dipendenti di La Perla Italia srl, la società che gestisce i negozi per la quale nelle prossime ore i legali dei sindacati depositeranno una nuova istanza di insolvenza sulla scia di quanto fatto con le altre due aziende. Quello di oggi, spiega l'avvocato Bruno Laudi che assiste la Filctem Cgil, “è ancora un provvedimento interlocutorio, ma di certo è un passo avanti per una soluzione. Dobbiamo cercare di riuscire ad attivare gli ammortizzatori sociali, o il ministero si impegna ad accelerare i tempi oppure è un problema".

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