Parla Matteo Lepore: "Il cantiere della Garisenda lo racconteremo al museo. Regionali, serve coraggio"

Il sindaco: "Come Parigi con Notre Dame, dalla primavera faremo scoprire la Torre al Medievale". E sulle urne: "Un grande progetto politico al via dalle fabbriche. Le primarie? Non vanno temute"

Che cosa ha in serbo per Bologna l’Anno che verrà? Quali sfide e quali opportunità attendono la città e cosa devono aspettarsi i bolognesi? Quali prospettive di sviluppo e di miglioramento ci sono per i cittadini? Il Resto del Carlino ha rivolto queste domande ai protagonisti della cultura, dell’economia, delle istituzioni e più in generale di Bologna, con tante interviste nelle pagine della cronaca locale. A chiudere il 2023 è l’intervista condotta dal vicedirettore del Carlino, Valerio Baroncini, e realizzata dalla giornalista Rosalba Carbutti, al sindaco Matteo Lepore alle prese con un 2024 ricco di trasformazioni e sfide: dal salvataggio e al restauro della Garisenda, alle novità sulla mobilità ai cantieri delle grandi opere. Ma non solo. In ballo ci sono le prossime tornate elettorali, dalle Comunali alle Europee, fino alla madre di tutte le battaglie: quella per le Regionali, dove Bologna avrà un ruolo in prima fila.

Foto e video realizzati da Gianni Schicchi e Alessandro Ruggeri.

Il sindaco Matteo Lepore nel suo ufficio posa davanti al quadro di Katrin Hattenhauer che gli venne regalato quand’era consigliere del Quartiere Savena
Il sindaco Matteo Lepore nel suo ufficio posa davanti al quadro di Katrin Hattenhauer che gli venne regalato quand’era consigliere del Quartiere Savena

Bologna, 31 dicembre 2023 – “Non dobbiamo partire da ciò che abbiamo, ma da ciò che vogliamo". La frase di Giuseppe Dozza è collocata su un pannello arcobaleno prima dell’ingresso dell’ufficio di Matteo Lepore. Tra un quadro coloratissimo ("è di quand’ero consigliere di quartiere al Savena") e un piccolo campo da basket da tavolo sulla scrivania per non perdere l’abitudine dello sport-passione, il sindaco guarda al 2024: "Per Bologna e l’Emilia-Romagna dev’essere l’anno del coraggio". Coraggio che si misurerà anche nella gestione della Garisenda, la grande malata. Tanto che il sindaco è pronto a fare come Parigi con la cattedrale di Notre Dame colpita dall’incendio: raccontare le fasi del cantiere della Torre al museo medievale di via Manzoni. Non solo. Il 2024 è anche l’anno che cambierà la mobilità cittadina, dai cantieri alla rivoluzione della città 30.

Il coraggio dell’amministratore, però, andrà di pari passo con il coraggio del politico. Lepore dalla sua posizione privilegiata di sindaco del capoluogo di regione, in veste di kingmaker, ‘chiama’ il centrosinistra e il Pd in primis "per dare vita, dopo le ferite dell’alluvione, già a gennaio, a un grande progetto politico per l’Emilia-Romagna per i prossimi anni. Che parta dal lavoro, dalle fabbriche dove c’è lo spirito della nostra regione".

Sindaco, che cosa risponderebbe se le chiedessero un impegno per la Regione?

"Il mio impegno per l’Emilia-Romagna è fare bene il sindaco di Bologna per cinque anni e dieci se i cittadini lo vorranno. Bologna in questo decennio è stato un volano per il territorio regionale. Lo dicono i numeri del turismo, ma anche gli investimenti internazionali sul Tecnopolo dei quali dobbiamo ringraziare Stefano Bonaccini".

Il Pd deve ripartire dal lavoro?

"Nelle nostre fabbriche c’è qualcosa di nuovo. Pensiamo alla Lamborghini, ma anche alla mobilitazione delle lavoratrici della ex Saga Coffee, con il sindacato vissuto come comunità. Qui c’è l’identità forte della nostra regione. E non a caso a febbraio a Bologna si terranno gli Stati generali dell’Industria organizzati dalla Città metropolitana per parlare di sviluppo per il nostro territorio e di lavoro povero".

Bonaccini insiste sul terzo mandato in Regione: lei che cosa ne pensa?

"Non sta a me decidere. Tocca a Bonaccini e Schlein gestire questa discussione. Non arrocchiamoci sulla discussione sui numeri, uno, due o tre, pensiamo al progetto".

Il Pd vorrebbe evitare le primarie...

"Non dobbiamo soffermarci al nostro interno a discutere di nomi. Le primarie sono uno strumento che amo molto e non è da buttare via. Non bisogna averne paura. Io le ho fatte, ma prima lanciai un percorso di ascolto... Ecco per le Regionali le parole chiave devono essere due: ascolto, appunto, e coraggio".

Coraggio che serve anche per affrontare il salvataggio della Garisenda?

"A gennaio presenteremo gli interventi per la messa in sicurezza della Torre con gli esperti e dopo il primo semestre di quest’anno procederemo con la proposta di restauro. La Garisenda è, però, anche una grande occasione per far scoprire la nostra città medievale di torri e portici. Per questo mi piacerebbe realizzare il racconto del cantiere della Torre un po’ come si fa a Parigi con Notre Dame. Al museo medievale di Parigi c’è una sezione dedicata con le statue della Cattedrale salvate dall’incendio...".

Bologna come Parigi, quindi?

"Hanno entrambi il centro storico medievale, ma quello di Bologna è il più esteso d’Europa e chi viene qui tra torri e portici ne è abbagliato. Sotto la Garisenda c’è una processione di turisti, ma a causa dei container non potranno più vederla... Per questo vorrei che andassero al nostro museo medievale".

Quando partirà il progetto?

"È già partito, puntiamo a coinvolgere Fondazione Carisbo e fondazione del Monte per realizzarlo entro la primavera. Per poi farlo crescere".

Come va la raccolta fondi?

"La corsa alla solidarietà non si ferma... abbiamo già superato i 3,4 milioni di euro. Per chi vuole donare è attivo il sito https://sosteniamoleduetorri.it".

Dalla Garisenda arriva anche il coraggio di altre scelte, in primis sulla mobilità in seguito anche alla chiusura al traffico del tratto di via San Vitale...

"Il 2024 sarà l’anno nel quale Bologna rivedrà anche tutto il suo sistema di trasporto pubblico. Presenteremo due pacchetti: il primo a gennaio riguarderà la zona delle Due Torri con una linea di piccoli autobus che serviranno la zona di San Vitale penalizzata dal cantiere; più altre misure a primavera per fluidificare il traffico dopo questo piccolo infarto alla mobilità".

Nel 2026, poi, quando arriverà il Tram, la mobilità cambierà ancora?

"Faremo un grande studio sulla mobilità post Tram e sul futuro del centro storico di Bologna con una tre giorni dell’urbanistica con grandi esperti. Per sei mesi consulteremo cittadini, forze economiche e università".

Una trasformazione del centro storico e della mobilità che cambierà anche il turismo?

"Sì. Cambierà la geografia culturale della città. Grazie al Tram saranno più facilmente visitabili anche altre zone di Bologna. Non siamo una città del turismo di massa come Venezia o Firenze, ma il Quadrilatero va decongestionato".

L’idea, insomma, è di una città policentrica?

"Sì, con il Modernissimo e il Teatro comunale in centro, ma anche con i tanti luoghi fuori che si potranno visitare come il museo dei bambini al Pilastro, il quartiere fieristico, il Tecnopolo e la città della conoscenza. E ancora l’ex parcheggio Giuriolo con l’Archivio della Cineteca, il palazzo della Virtus in Fiera, il museo del basket al Paladozza, i canali scoperchiati in via Riva di Reno. Parliamo di una città in trasformazione, più grande, più bella, più nuova, coerente con la Città 30 che invita ad andare più piano e godersi meglio Bologna anche a piedi e in bici".

A proposito di Città 30: non teme possa rivelarsi un boomerang?

"È un provvedimento per il bene della città. Fra tre anni credo che i bolognesi saranno orgogliosi di aver contribuito a salvare vite umane, considerando che la velocità è la prima causa di morte tra i giovani. Tutti i test dimostrano che andare a 30 all’ora ti fa perdere qualche minuto: credo ne valga la pena se si salvano vite umane. Poi, comunque, siamo disponibili ad aggiustamenti in corso d’opera".

Con il nuovo codice della strada se superi di 10 chilometri il limite in centri urbani rischi il ritiro della patente. Con un paradosso: a Bologna puoi perdere la patente se vai a 41 chilometri orari, a Modena non prendi la multa...

"Intanto il codice della strada l’ha cambiato il governo... E ora non vorrei che i critici incalzassero sulle multe (che partono dal 16 gennaio, ndr) per dare addosso all’amministrazione. Multe che – ricordo – le farà la polizia locale, con buonsenso. E iniziando dalle zone sensibili, come le aree davanti alle scuole ad esempio".

Alcuni dei protagonisti della città hanno chiesto uno sviluppo dell’aeroporto e lamentato problemi infrastrutturali. Che cosa risponde?

"L’aeroporto è il nostro biglietto da visita e ho chiesto un colpo d’ala per adeguarsi a una città che vuole fare il salto di qualità. Nelle scorse settimane ha presentato un piano di investimenti da 200 milioni da realizzare in questo mandato e, visto che il Marconi è in ottima salute economica, sarà in grado di procedere per il meglio. Poi a gennaio rilasceremo 72 nuove licenze per i taxi e ho chiesto a Tper e Marconi Express di introdurre, per gli orari in cui il People Mover è fermo, una linea di bus che colleghi il Marconi con la città. Sul Passante, invece, siamo in ritardo di due anni...".

Il governo ha snellito l’iter e il Passante è all’ultimo tuffo...

"Speriamo ci sia l’acqua della piscina… Il Passante di nuova generazione, dopo aver convinto anche chi nella mia maggioranza non era d’accordo, è premiato dai sondaggi. Ma i cantieri non partono".

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