Morte di Sacrati, la donna del mistero: “Ero con lui, mi ha chiamata perché stava male”

La quarantenne ha lanciato l’allarme al 118, ma era troppo tardi I carabinieri l’hanno sentita in merito al decesso dell’imprenditore

Gilberto Sacrati: le indagini sulla sua morte e la donna del mistero

Gilberto Sacrati: le indagini sulla sua morte e la donna del mistero

Bologna, 27 febbraio 2024 – Ha chiarito la propria posizione davanti ai carabinieri, la donna che la notte tra giovedì e venerdì era con Gilberto Sacrati, ex patron della Fortitudo caduto in disgrazia dopo il crac della squadra e morto a 63 anni in circostanze non del tutto chiare nell’appartamento in cui stava scontando la condanna ai domiciliari.

La quarantenne altoatesina, con precedenti di polizia, è stata sentita dagli inquirenti a sommarie informazioni e ha chiarito: "Con Gilberto avevo una relazione, anche se non vivevamo insieme. Giovedì sera mi ha chiamata, dicendo che si sentiva male. Aveva mal di stomaco e non riusciva a respirare. Mi sono precipitata da lui".

Una volta accortasi che la situazione era grave, la donna avrebbe chiamato il 118, ma troppo tardi: all’arrivo dei sanitari, l’imprenditore era già senza vita. Una versione che però in parte non coincide con quella della figlia dell’uomo, la quale, avendolo visto proprio poche ore prima, ha sostenuto invece come le sue condizioni non apparissero preoccupanti, posto che l’uomo lamentava soltanto un certo malessere allo stomaco da un paio di giorni.

Dato lo stato in cui versava l’appartamento in cui viveva l’ex amministratore unico della Effe basket al momento del soccorso e in particolare la presenza di bicchieri e quadri rotti i cui cocci erano sparsi sul pavimento, i sanitari hanno però deciso di allertare i carabinieri di Casalecchio, che hanno a loro volta avvertito i familiari dell’ex patron biancoblu. I quali, tramite l’avvocato Gabriele Bordoni che seguiva Sacrati nelle sue vicende giudiziarie, ora chiedono ulteriori accertamenti, e nonostante il no della Procura, per la quale si tratta di una morte naturale, hanno deciso di muoversi autonomamente e nominare un consulente che esegua gli accertamenti anatomo-patologici del caso sul corpo del loro caro per non lasciare nulla intentato e, quanto meno, per comprendere la causa precisa della morte.

Il loro obiettivo è quello di fugare ogni dubbio, dunque, anche se appunto da parte degli inquirenti dubbi parrebbero non essercene. Anche le dichiarazioni della quarantenne, ultima persona a vedere Sacrati in vita, devono avere convinto i militari dell’Arma, i quali comunque hanno inviato agli uffici di via Garibaldi una relazione scritta sulle informazioni raccolte. Come da prassi in questi casi. Pure la prima moglie (con cui l’uomo era rimasto in rapporti cordiali) e la figlia maggiore di Sacrati sono state lungamente sentite dai militari dell’Arma, ieri l’altro, proprio allo scopo di cercare di ricostruire con certezza le ultime ore del sessantatreenne, facendo un quadro delle sue problematiche di salute fino a quello delle relazioni che intratteneva con le persone che andavano a trovarlo nell’appartamento in cui stava scontando i proprio anni di detenzione.

La donna ’del mistero’, con cui, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, che non vivendo assieme a Sacrati avrebbe dovuto avere un’esplicita autorizzazione del giudice per potergli fare visita, già in passato era stata segnalata alla Procura generale dai carabinieri perché durante un controllo l’avevano trovata nell’appartamento dell’imprenditore detenuto senza permesso. A quanto si è potuto apprendere, la quarantenne avrebbe avuto una reazione scomposta al sopraggiungere dei militari sul posto, probabilmente dettata dallo choc. La famiglia di Sacrati non vuole lasciare alcuna strada intentata.

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