Scontri a Bologna: attivisti barricati per bloccare i lavori di una scuola. Tafferugli con gli agenti: diversi feriti

Bologna, manifestazione contro l’abbattimento degli alberi. Gli anarchici hanno cercato di buttare giù la rete del cantiere, uno si è incatenato a una gru. Alcuni ragazzi portati via di peso. Dieci divise in ospedale

Bologna, 3 aprile 2024 – Tensione e tafferugli (video) al parco Don Bosco, dove questa mattina sarebbe dovuto iniziare l’abbattimento degli alberi per consentire l’inizio dei lavori per la riqualificazione delle scuole Besta. Il bilancio sarebbe di diversi manifestanti contusi e – denuncia il sindacato di polizia Coisp – una decina di poliziotti feriti. Gli scontri sono continuati anche durante le operazioni di abbattimento dei primi alberi: alcuni attivisti hanno anche tentato di tagliare le recinzione del cantiere. La manifestazione è iniziata all’alba, poco dopo le 14.20 la situazione si è tranquillizzata: gli operai hanno finito il loro lavoro, e le forze dell’ordine hanno lasciato l’area.  

Scuole Besta, attivisti al parco Don Bosco: tensioni e tafferugli (foto Schicchi)
Scuole Besta, attivisti al parco Don Bosco: tensioni e tafferugli (foto Schicchi)

Diversi i rappresentanti del comitato che si oppone al progetto del Comune che si sono ritrovati di prima mattina per bloccare i lavori: è intervenuta la forza pubblica, con squadre di reparti di polizia e carabinieri per consentire l’intervento degli operai. Il parco don Bosco, poco distante dalla sede della Regione, da settimane è presidiato da un gruppo di residenti che sta protestando contro il progetto di costruzione della nuova scuola a scapito di diversi alberi che devono quindi essere abbattuti.

Si è creata durante la mattinata una situazione tesa e di stallo, tra i manifestanti “barricati” nel parco e le forze dell’ordine. Tra gli attivisti anche esponenti delle frange anarchiche cittadine che da giorni hanno montato delle tende sugli alberi e nel parco per presidiarlo. 

Blindati di polizia e carabinieri hanno quindi raggiunto l'area verde: agenti e militari, in tenuta anti sommossa, sono entrati da punti diversi, mentre gli attivisti hanno realizzato 'barriere’ usando le reti del cantiere che era già presente in un lato del parco (qualche giorno fa erano stati abbattuti i primi alberi per l'allestimento dell'area dei lavori per la linea rossa del tram). 

Trattativa della Digos con i manifestanti ai fini di far iniziare l’intervento in sicurezza, per l’incolumità degli stessi manifestanti ed evitare problemi di ordine pubblico. 

Gli anarchici hanno cercato di buttare giù il cantiere e la polizia li ha respinti. Uno si è incatenato a una gru, un altro è salito su una pianta. La polizia li ha respinti dal parco, avanzando piano piano con le transenne, ma ci sono stati attimi di tensione e tafferugli.

Momenti di agitazione intorno alle 10.30. Poi resistenza passiva di tre attivisti dentro l’area recintata, poi alzati di peso e allontanati dalle forze dell’ordine; in 150 circa quelli fuori dalle recinzioni del cantiere. Poco prima delle 13 è stato abbattuto il primo albero (video), poi gli altri mentre gli attivisti continuano a ripetere “basta" e slogan contro il sindaco Lepore.

In tutto nella mattinata sono stati abbattuti 6/7 alberi. Durante le operazioni, ci sono stati altri scontri tra agenti e attivisti: quest’ultimi hanno anche tentato di tagliare la recinzione del cantiere. “La città più progressista d'Europa”: è il cartello, quasi funebre, che campeggia su una catasta di rami di uno degli alberi abbattuti, lo slogan richiama in modo sarcastico il claim dell'amministrazione comunale.

La nota di Potere al Popolo

“Dalle 5 del mattino stiamo presidiando il parco Don Bosco insieme al Comitato Besta e a tantissimi solidali del quartiere - scrive in una nota Potere al Popolo -; questa è la normalità che la giunta Lepore-Clancy vuole mostrare ai bambini delle Scuole Besta: mai nessun confronto, manganello per chi dissente e si organizza. Qualunque cosa succederà oggi al parco Don Bosco la responsabilità politica è totalmente del sindaco, della vicesindaca Clancy con le deleghe all'ambiente e dell'assessore Borsari con delega ai cantieri”.

Il consigliere comunale dei Verdi Celli

"Non ho più parole – ha detto Celli (video). Sono qui perché per vedere quello che succede, se tutto si svolge regolarmente. In consiglio comunale, resterò in silenzio. Tutto quello che dovevo dire l’ho già detto. Siamo Verdi, se non difendiamo gli alberi noi chi li difende?”

Il portavoce di Europa verde Danny Labriola

“Come Europa verde abbiamo incontrato il sindaco ad agosto sulla vicenda - ha spiegato il portavoce di Europa verde Danny Labriola (video) -. Non c’è stata nessuna apertura. Siamo qui presenti dall’estate scorsa, abbiamo cominciato a incontrare i cittadini, nessuno sapeva nulla: questa è la famosa partecipazione del Comune di Bologna, i residenti non sapevano nulla del progetto. E stato un progetto portato avanti non si sa con chi. Oggi sta succedendo una cosa molto grave, io lo definisco uno spartiacque tra passato e futuro: un passato che non dimenticheremo, un passato di cui questa amministrazione ormai fa parte e noi oggi cominciamo a costruire un nuovo futuro che deve essere migliore. Mai più dobbiamo assistere alle scene a cui hanno assistito i bambini delle Besta andando a scuola. Scene vergognose. Una guerra in un quartiere che sta semplicemente difendendo gli ultimi fazzoletti di verde”. 

I sindacati di polizia: noi, carne da macello

“Come al solito i facinorosi, senza alcun rispetto per la forza pubblica hanno più volte tentato con gesti violenti di forzare il cordone di sicurezza dei nostri uomini, con il risultato che ben 10 operatori hanno dovuto alla fine delle proteste, correre al pronto soccorso di Bologna per curare le contusioni subite: è ora di dire basta! Non siamo carne da macello”, si indigna Tonino Guglielmi del sindacato di polizia Sap.

"Quello che sta accadendo in queste ore a Bologna è incredibile: alcuni delinquenti, travestiti da eco-attivisti, per evitare la realizzazione di una nuova scuola al parco Don Bosco, hanno aggredito a bastonate e pugni le Forze dell'ordine che erano lì col solo scopo di tutelare l'ordine pubblico e di far rispettare la sentenza del tribunale civile di Bologna, che ha respinto il ricorso dei comitati che chiedevano lo stop ai lavori delle nuove scuole. Il risultato: dieci agenti feriti". Lo afferma Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp che rincara: “Le provocazioni nei confronti degli agenti sono andate avanti da questa mattina all’alba e si sono concluse solo quando i colleghi hanno lasciato il presidio, tra gli applausi irridenti della folla. È inconcepibile che, ancora una volta, siano i poliziotti a pagarne le spese, ed è drammatico notare il modo in cui ormai venga considerato un comportamento socialmente accettato quello di scagliarsi, a suon di pugni e armati di bastoni, contro gli appartenenti alle forze di polizia”.

“Ennesimo teatrino con il gioco picchia il poliziotto. Che ha portato sedici colleghi a subire lesioni personali - il commento del segretario nazionale di Fsp polizia Gianni Pollastri - Ormai non si tratta più di normali manifestazioni ma di normali aggressioni alle forze di polizia. Purtroppo commesse nell'indifferenza generale e nella convinzione che le manifestazioni con attacchi alle forze dell'ordine siano una normalità. Ci aspettiamo che le istituzioni tutte reagiscano in maniera decisa a questa regressione di civiltà”.

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