NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

Il flop del super rave alla Stamoto: controlli e prevenzione, il popolo dello sballo alla fine si arrende

Bologna, le forze dell’ordine sono riuscite a disinnescare l’evento. Nell’ex caserma erano attese 5mila persone da tutta Europa

Bologna, 1 aprile 2024 – Il maxi rave, che doveva richiamare 5mila persone da tutta Europa a Bologna, si è rivelato un maxi flop. Si sono arresi, uscendo spontaneamente dopo due giorni di ‘assedio’ da parte delle forze dell’ordine, i circa trecento che erano riusciti a introdursi, malgrado i controlli, all’interno della ex caserma Stamoto.

Un’area enorme, 13 ettari tra i quartieri Massarenti e Savena, a ridosso della ferrovia, con all’interno, oltre a 29 edifici abbandonati e cadenti, pure una zona praticamente boschiva. La Kamitaz si è conclusa così la sera di Pasqua, con un giorno di anticipo rispetto al programma pubblicizzato dagli organizzatori sui gruppi Telegram chiusi di area. L’occupazione-rave portava la firma di Xm24, Lab57 e Infestazioni. E, alla fine, è riuscita a richiamare più o meno i soliti all’interno dell’ex caserma.

Il corteo con cui si è concluso il rave bolognese. Poche centinaia i partecipanti
Il corteo con cui si è concluso il rave bolognese. Poche centinaia i partecipanti

Questo, grazie all’impegnativo lavoro di controllo posto in essere dalla polizia che, con carabinieri e polizia locale, ha praticamente accerchiato il perimetro della Stamoto, impedendo ai gruppi di ragazzi che arrivavano alla spicciolata di accedere. E demotivando, allo stesso tempo, chi aveva intenzione di partecipare.

Così, alle 22 della domenica di Pasqua, la Stamoto, dopo due giorni di lanci di mobili dalle finestre dei palazzi vuoti, falò che rischiavano di diventare incendi e musica (a dire il vero a volume moderato) è stata liberata. In trecento sono usciti dopo l’opera di mediazione intrapresa dalla Digos e poi, raggiunti da un centinaio di sodali, scortati dalla polizia, se ne sono andati in corteo fino alla zona Roveri, per poi tornarsene a casa. In due giorni, in 250 sono stati identificati dalla polizia; 30 veicoli sono stati controllati e 12 ragazzi sono stati accompagnati in Questura perché si rifiutavano di fornire le proprie generalità. Adesso, per la Digos inizia il lavoro più impegnativo, per individuare ciascuna responsabilità e valutare, se ci saranno i presupposti, l’applicazione delle norme del cosiddetto ‘decreto anti-rave’ nei confronti degli organizzatori.

Intanto, il giorno dopo la liberazione della Stamoto anche il sindaco Matteo Lepore ha rotto il silenzio: da un lato ha ringraziato forze dell’ordine, Questura e Prefettura per come è stata gestita la situazione e ha espresso solidarietà ai cittadini che hanno subito gli effetti di questa due giorni; dall’altro, ha fatto il punto sullo stato dell’arte sull’acquisizione dell’area da parte del Comune. Nel maggio 2023, ha spiegato Lepore "c’è stata la firma del Protocollo d’intesa tra il Demanio e il Comune per addivenire a una permuta da finalizzare prima possibile e nel mentre l’ipotesi di una custodia da parte nostra per usi temporanei".

Passaggio avvenuto lo scorso 23 dicembre. Un percorso comunque molto lungo, durante il quale il Comune ha e avrà la responsabilità di vigilanza sull’area, spesso soggetta a micro occupazioni e sede di attività illecite, primo tra tutti lo spaccio.

E questa ‘performance’ dei soliti noti bolognesi del disordine, stroncata dalla polizia, ha ovviamente riacceso l’attenzione sull’area: "Non solo Lepore non ha fatto nulla per valorizzare la Stamoto – è la denuncia di Fratelli d’Italia –, ma non ha neanche mosso un dito per impedire che venisse presa di mira dai soliti rivoluzionari in pantofole. Una gestione fallimentare, alla quale prova a mettere una pezza con lunghi post di giustificazione. Parli di meno e faccia di più".