Tentato omicidio in via Rialto a Bologna, il racconto della vittima: "Ricordo solo le forbici"

La mamma di 25 anni aggredita dall’ex sta meglio e comunica via sms

Bologna, 5 gennaio 2023 – «So solo che lui è entrato a casa, non ricordo dov’era, forse in un locale. Gli ho detto che se doveva ’pippare coca’ davanti ai bambini mi prendeva male, se ne doveva andare. L’ho minacciato di chiamare mio padre, lui ha detto che andava in bagno a tagliarsi le vene. Ho cercato di fermarlo, lui ha preso delle forbici vecchie dal lavandino. Stop". È questo che ricorda di quella atroce mattina della Vigilia di Natale G., la giovane mamma di tre bimbi accoltellata dall’ex marito nella stanza che aveva preso in affitto dopo la separazione, in via Rialto.

Le forze dell'ordine in via Rialto
Le forze dell'ordine in via Rialto

La venticinquenne, ancora ricoverata all’ospedale Maggiore in area critica, da un paio di giorni è stata rimessa in piedi per la prima volta, anche se è ancora molto debole. Ha riacquistato quasi del tutto la vista, non la voce. La lama che l’ha colpita le ha attraversato il collo, recidendole di netto la carotide e perforando la trachea.

La donna è pure rimasta in isolamento perché risultata positiva al Covid, da cui ora è guarita. Ha visto i propri bimbi soltanto una volta dal giorno del ricovero, ma era ancora in condizioni critiche e quasi fatica a ricordarlo.

Ora è più lucida, e grazie a un cellulare si tiene in costante contatto via sms con il proprio avvocato, Donata Malmusi. "Mi chiede quando la vado a trovare: ci sono già stata nei giorni scorsi, vedeva solo ombre e mi ha riconosciuta dalla voce. Ora che sta meglio ci confronteremo".

È a lei, oltre che agli inquirenti, che ha ricostruito il più accuratamente possibile cosa è accaduto quell’atroce 24 dicembre. Quando l’ex marito di 31 anni, alterato probabilmente dalla droga o dall’alcol, è entrato in casa sua facendosi aprire con una scusa, poi l’ha insultata e infine aggredita. "Lei gli ha detto di andarsene, di tornare nella casa di Sala Bolognese in cui abitava e aveva lasciato il cane, e lui ha dato di matto", ricostruisce la legale.

La giovane, capendo che la lite stava degenerando, aveva tentato di contattare il padre. Alle 7.52 gli scrive infatti un messaggio sul telefonino, "puoi venire?" e poi ancora "Lui sta facendo il matto, corri". Il genitore le risponde che sta arrivando, ma siccome non ha la macchina ci metterà un po’. La figlia però non può già più replicare agli sms. Il papà si precipita più in fretta che può, ma è comunque troppo tardi. Nel frattempo riceve la ferale videochiamata del nipotino, il più grande dei tre fratellini, di appena otto anni: "Nonno, il papà sta uccidendo la mamma". Subito dopo, compare nel video l’ex genero: "L’ho quasi ammazzata".

Inizia l’incubo . Per fortuna la ragazza è stata subito soccorsa da un passante, che, allertato dalle grida dei bambini che avevano aperto la porta per chiamare aiuto, ha richiesto l’intervento del 118, dopo avere trovato la loro mamma riversa in bagno in una pozza di sangue, a malapena cosciente. Erano le otto del mattino: sei ore dopo, G. era fuori dalla sala operatoria. Grazie al super lavoro dei medici, ha potuto superare un intervento delicatissimo, che ha richiesto la trasfusione di ben tredici sacche di sangue e il lavoro di un’équipe composta da chirurghi vascolari, otorini, rianimatori, anestesisti.

Nel frattempo, l’ex marito si tro va detenuto in carcere, alla Dozza, controllato a vista. Il suo avvocato, Matteo Sanzani, ha già fatto sapere di volere richiedere una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere del suo assistito al momento dell’aggressione alla ex moglie.

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