I negozi storici che hanno chiuso a Bologna: dal libraio Cappelli ai Fratelli Rossi

Oggi il podcast ‘il Resto di Bologna’ vi invita a un viaggio fra alcune delle attività che hanno segnato epoche della città

La libreria Cappelli, meta di pellegrinaggi per i bibliografi di Bologna

La libreria Cappelli, meta di pellegrinaggi per i bibliografi di Bologna

Bologna, 5 dicembre 2023 – Dalla libreria Cappelli in angolo tra via Farini e piazza Galvani, ai Magazzini Nannucci di via Oberdan, passando per i Fratelli Rossi di via D’Azeglio, vero e proprio paradiso dei bambini. Sono solo alcuni dei negozi bolognesi che non ci sono più: botteghe in cui il cliente poteva trovare non solo l’oggetto dei propri desideri, ma spesso anche commessi competenti in grado di consigliarlo al meglio. Merce rara, oggi, dove le catene la fanno da padrone.

È un viaggio nei ricordi, quello a cui vi invita quest’oggi ‘il Resto di Bologna’, il podcast gratuito della redazione locale del Carlino, che potrete ascoltare sul nostro sito o accedendo alle piattaforma audio più diffuse come Spotify, Google o Apple Podcasts.

Un viaggio che comincia alla libreria Cappelli, già attiva negli anni Dieci dello scorso secolo, e che vantava tra i suoi frequentatori assidui intellettuali del calibro di Roberto Roversi, Luciano Serra e Pier Paolo Pasolini. Guidati dal ‘caro Otello’, il commesso storico della libreria, si andava a caccia di edizioni rare o a tiratura limitata. Oggi, al posto della libreria, c’è un negozio di profumi.

Restiamo in centro storico: per oltre settant’anni, i Magazzini Nannucci sono stati sinonimo di dischi a Bologna. Una meta per appassionati collezionisti, che si trovavano lì per cercare vinili di qualità, spesso a prezzi concorrenziali. Un’attività pionieristica, che aveva lanciato anche un servizio di vendita per corrispondenza. E ancora i Fratelli Rossi, tappa obbligata a Natale per i bambini più fortunati, liberi di chiedere a Santa Claus di esaudire i propri desideri. Infine, il negozio di tessuti Zinelli in via Caprarie, che chiuderà a fine anno: colpa della mancanza di ricambio generazionale. Una piaga che colpisce moltissime attività.

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