Legna per stufe e camini più difficile da trovare: i prezzi a Bologna

Boschi irraggiungibili, concorrenza sleale e mancanza di manodopera qualificata: la filiera bolognese è preoccupata

Manca la legna per scaldarsi

Manca la legna per scaldarsi

Bologna 19, ottobre 2023 – Dopo il caldo prolungato e l’incertezza sul come vestirsi al mattino, ora arriva la preoccupazione riguardante il freddo improvviso ma anche, da molti, tanto atteso. La legna, difatti, pare scarseggiare per motivi differenti: la produzione 2023, secondo i dati di Confagricultura Bologna, è calata del 25% rispetto all’anno scorso.

L’alluvione di maggio e gli effetti sui boschi

Quello della legna è uno dei più importanti settori dell’Appennino bolognese, e di certo la domanda, da parte della popolazione, non manca. Guglielmo Garagnani, presidente di Confagricoltura Bologna, spiega che malgrado ciò, non è stato facile rispondere alla domanda a causa dell’alluvione che ha colpito che ha colpito l’Appennino bolognese lo scorso maggio. “Le imprese avevano iniziato bene la stagione, rispondendo alle richieste dei cittadini che, complice il prezzo del gas alle stelle nel 2022, avevano deciso di puntare sull’utilizzo della legna per scaldarsi”, ciononostante, continua a spiegare Garagnani, “molte strade sono diventate impraticabili, rendendo inaccessibili interi boschi” e di conseguenza non è stato possibile portare fuori la legna già preparata nei piazzali temporanei.

Sebbene queste difficoltà i produttori hanno deciso di mantenere un simile prezzo di vendita – il legno di quercia si attesta sui 18,50 euro al quintale mentre quello di acacia e castagno sui 16 euro – anche per ricompensare la fedeltà dei clienti non passati alla concorrenza sleale che li danneggia.

Concorrenza sleale e mancanza di manodopera

Ci sono aziende, non iscritte all’Albo delle imprese forestali, che prelevano il legname e lo vendono a prezzo molto più basso di quello di mercato. E ci sono singoli privati che, dopo aver raccolto i 250 quintali all’anno, come da regolamento, lo rivendono in maniera illegale a prezzi più bassi. Confagricoltura, che a marzo a stretto una collaborazione con il Coordinamento nazionale delle imprese boschive e i Carabinieri forestali,  fa sapere che è necessario intensificare la sicurezza del lavoro per accertarsi che tutto sia legale.  

Un altro problema è quello della manodopera qualificata, difficile da reperire, "per un'attività erroneamente considerata legata solo alla stagione invernale”, racconta Alessandro Vittorelli, titolare della Vittorelli Wood di Loiano.

Ancora tanto lavoro da fare

In conclusione la strada da fare è ancora tanta “per arginare problematiche che stanno diventando sempre più dannose oltre che pericolose per il territorio” dal momento che, spiega il responsabile Ufficio Forestazione di Confagricoltura Bologna, Claudio Cervellati, “raccogliere e lavorare la legna che arde richiede specifiche competenze che aziende non professionali difficilmente possiedono, a differenza di altre che meritano di essere maggiormente tutelate da Istituzioni e Forze forestali”. Conclude dicendo che se anche non è facile monitorare territori così ampi, rimane necessario superare questa fase critica

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