Mokadè ancora nel mirino: blitz notturno dei ladri

Secondo furto nel giro di un mese nel bar di via Franchini Angeloni. Forzando la vetrata i delinquenti si sono feriti: trovate tracce di sangue

L’interno del bar dopo l’incursione e le macchie di sangue all’entrata

L’interno del bar dopo l’incursione e le macchie di sangue all’entrata

Cesena, 21 marzo 2024 – Due furti in un mese: 19 febbraio e 20 marzo. La media registrata dal Mokadé Caffè in via Franchini Angeloni, all’angolo con via Piave e a due passi dalla via Emilia è una delle quali si farebbe volentieri a meno. Tanto più che il colpo effettuato nella notte tra martedì e mercoledì ha ricalcato in tutto il modus operandi della scorsa volta coi ladri (o il ladro, questo è ancora da vedere) che per entrare all’interno del locale hanno utilizzato la stessa finestra a vasistas ‘scelta’ la volta scorsa, raggiunta dopo aver sfruttato come appoggi i tavolini esterni del pubblico esercizio.

In questa occasione però durante l’effrazione qualcuno è rimasto ferito, come hanno testimoniato le tracce di sangue rinvenute ieri mattina dalle titolari, che hanno ovviamente subito sporto denuncia, tanto che sul posto sono già stati effettuati i rilievi delle forze dell’ordine, che proprio anche grazie alle tracce lasciate in zona potrebbero riuscire a risalire al responsabile.

“Come era successo anche a febbraio – hanno raccontato le sorelle Monica e Debora Saiani - pure in questa occasione sono stati presi di mira sia i generi alimentari, con particolare riferimento ai prosciutti che conservavamo nel frigorifero insieme agli altri ingredienti indispensabili per il servizio di piccola ristorazione che offriamo quotidianamente, sia il fondo cassa. I conteggi degli ammanchi sono ancora in corso, ma di certo, ai danni serviranno aggiungere anche i mancati incassi della giornata, visto che in seguito al furto il nostro locale è rimasto chiuso". Ieri infatti le luci dell’esercizio sono rimaste spente, le porte sbarrate.

Le titolari del bar di via Franchini Angeloni concludono amaramente: "Siamo al sesto colpo subìto in sette anni di attività e siamo esasperate, anche dalla vicinanza delle ultime due effrazioni: riprendersi e ripartire diventa ogni volta più difficile".