Una star per Castellucci: "Isabelle Huppert?. Sarà incomprensibile"

L’attrice francese in ‘Berenice’ di Racine per il regista cesenate rappresenterà la solitudine del personaggio e della figura umana.

Una star per Castellucci: "Isabelle Huppert?. Sarà incomprensibile"

Una star per Castellucci: "Isabelle Huppert?. Sarà incomprensibile"

La star francese del cinema e del teatro internazionale Isabelle Huppert è protagonista di "Bérénice", nuova produzione teatrale dell’attore, regista e drammaturgo cesenate Romeo Castellucci con Societas, che debutta a Montpellier da venerdì a domenica. Lo spettacolo è tratto da Jean Racine, che scrisse il dramma nel 1670, ambientandolo alla vigilia dell’impero di Tito ( visse dal 39 all’82 d.c.). Dunque una tragedia antica, ma è l’inattualità della lingua di Racine, a rendere contemporaneo questo autore tragico del Seicento francese, secondo Castellucci, che ha scelto di allestire Bérénice trovando in essa il riflesso della disfunzione del linguaggio, se si pensa al ruolo attuale della comunicazione. Per il regista di Societas, Racine appartiene al futuro, perché combatte il linguaggio dell’informazione con quello della poesia.

Il testo, nella riscrittura di Castellucci "va oltre il doloroso triangolo amoroso e politico…, svelando la storia di una donna che affonda, il cui silenzio è fragoroso come il suono della propria voce". "La star del cinema – aggiunge il regista - assurge al ruolo di attrice per antonomasia, al cospetto di un mondo della rappresentazione in rapporto alla realtà. In scena, come stella fissa, Isabelle rappresenta la peculiare e ontologica solitudine del personaggio teatrale e della figura umana. Saranno presenti con lei soltanto altri due attori: Cheikh Kébé e Giovanni Manzo, nelle vesti di Titus e Antiochus e dodici figuranti a rappresentare i senatori romani".

Secondo una impostazione registica tutte le loro parole saranno incomprensibili, e impastate dalla stessa voce di Bérénice: "I suoni dello spettacolo, tutti, uditi e inauditi, sono generati dalla voce di Isabelle Huppert ed elaborati dall’artista Scott Gibbons. Huppert è la sineddoche dell’arte del teatro d’occidente, è l’attrice, ma anche l’attore, per definizione. È ‘rappresentazione in quanto tale’ (vado a teatro per vedere Isabelle Huppert fare Bérénice), è fiamma che chiama a raccolta. È Teatro", scrive il regista.

Isabelle Huppert è tra le artiste più premiate della storia del cinema e nota per il suo lavoro con i più grandi registi internazionali, da Claude Chabrol, Jean-Luc Godard, Patrice Chéreau, François Ozon a Michael Haneke, Andrzej Wajda, agli italiani Marco Ferreri, i fratelli Taviani, fino a Michael Cimino, Joseph Losey, Otto Preminger, Hong Sang-soo, e altri. Huppert si è distinta anche in teatro, dove è stata diretta da Bob Wilson, Peter Zadek, Yasmina Reza, Krzysztof Warlikowski, Luc Bondy, Tiago Rodrigues. Ha ricevuto diversi premi tra cui 2 Césare e un Molière d’onore alla Carriera, il Premio Europa per il teatro, e i maggiori riconoscimenti ai Festival di Cannes, Berlino, Venezia e Locarno, oltre che, negli Stati Uniti, dove ha ricevuto un Golden Globe e una nomination agli Oscar. Huppert è Officier de l’Ordre National de la Légion d’Honneur e Commandeur dans l’Ordre des Arts et Lettres in Francia. Lo spettacolo andrà successivamente in scena a Parigi il 5 marzo al Théâtre de la Ville, dove rimarrà fino al 28 marzo, e poi in Italia alla Triennale di Milan dal 4 all’8 aprile, successivamente in tournée fino al 2025.