ERMANNO PASOLINI
Cronaca

"Vi racconto l’inferno a Gerusalemme"

Padre Ibrahim Faltas è stato ospite della casa natale di monsignor Pietro Sambi a Sogliano al Rubicone

"Vi racconto l’inferno a Gerusalemme"

"Vi racconto l’inferno a Gerusalemme"

"A Betlemme e Gerusalemme stiamo vicendo un periodo infernale con la guerra in atto". Sono le prime parole pronunciate da Padre Ibrahim Faltas dal 1995 vicario della Custodia Francescana in Terra Santa mentre visitava la casa natale di monsignore Pietro Sambi, lasciata in eredità al Vaticano e acquistata dal Comune di Sogliano al Rubicone, trasformata in Centro Internazionale per la Pace. Tania Bocchini sindaca del Comune di Sogliano al Rubicone insieme all’amministrazione comunale, hanno poi organizzato la conferenza "Nulla è perduto con la Pace, tutto può esserlo con la Guerra. Riflessioni sul conflitto in Terra Santa", frutto della collaborazione tra il Comune stesso e il Centro Internazionale per la Pace "Mons. Pietro Sambi". La conferenza ha visto la partecipazione dei relatori: Padre Ibrahim Faltas, don Marco Scandelli, vicepresidente del Tribunale Ecclesiastico di Bologna e Sandro Sapignoli, dell’Associazione "Progetto Sorriso". Presenti Andrea Turazzi vescovo di San Marino, Maria Alessandra Albertini ambasciatrice di San Marino presso il Vaticano, le sindache Luciana Garbuglia di San Mauro Pascoli e Sara Bartolini di Sogliano al Rubicone, è stata consegnata una borsa di studio di 600 euro a Nicolas Mancini di Sogliano al Rubicone. Poi alcune domande a Padre Ibrahim Faltas.

Ci sono spiragli di pace?

"Speriamo, ma fino a oggi no, altrimenti la gente non può vivere. Speriamo che i potenti del mondo facciano qualcosa per finire questo inferno".

Chi ne fa le spese sono soprattutto i bambini.

"Sono migliaia i bimbi morti contati e ce ne sono tantissimi sotto le macerie, orfani che non sanno dove andare e soprattutto tanti feriti e non hanno la possibilità di essere curati".

Come è la situazione a Gerusalemme e a Betlemme?

"Ci sono scontri di continuo e tantissimi morti, feriti, arresti, distruzione. Non c’è più nessuno, mancano i pellegrini e tanti cristiani sono rimasti senza lavoro".

La vostra vita?

"Tutto è cambiato. Prima del sabato nero 7 ottobre era una bellezza con tanti pellegrini. Adesso dominano l’odio, la diffidenza, la vendetta, la violenza. Non è più vivere".

Si sente ancora la mancanza di monsignore Pietro Sambi, il pellegrino della Pace come chiamato.

"Certamente. Lui era coraggioso e anche lui gridava, chiedeva la pace, e nei 39 giorni dell’assedio alla basilica della Natività ha lavorato moltissimo per risolvere il problema. Manca ancora a tutti. Ho imparato tante cose da lui e mi ha insegnato a camminare sempre dritto sopra un filo". Come è la Custodia della Terra Santa?

"Nel 2019 abbiamo celebtrato gli 800 anni da quando San Francesco venne in Terra Santa. Abbiamo 427 case date gratis alla gente per farli rimanere a Gaerusalemme. Abbiamo 2.500 dipendenti che lavorano nella Custodia e noi paghiamo regolarmente. In questi 800 anni sono stati uccisi 200 frati. Ai tempi dell’assedio alla basilica abbiamo ospitato e salvato 240 palestinesi. Le nostre scuole hanno 14mila studenti e ogni anno diamo 500 borse di studio. Ma questa guerra è molto pesante e in 35 anni mai abbiamo avuto una situazione terribile come stiamo vivendo adesso".