Marche, il tour delle meraviglie: gli alberi di Natale all’uncinetto. E nel presepe c’è anche Leopardi

Mondolfo, cuciti 2.800 quadrati di stoffa con 73mila metri di filo di lana su strutture alte otto metri. E a Recanati la sorpresa nella Natività meccatronica di Leandro Messi: spunta la statuina del poeta .

Ancona, 30 dicembre 2023 – Non è soltanto la festa della luce, della speranza o dell’amicizia. Il Natale accende anche la fantasia e la creatività. Nelle nostre città e nei nostri borghi c’è chi, per tutto l’anno, impegna settimane di lavoro per realizzare piccoli grandi tesori che durante le feste si mostrano – davvero – in tutto il loro splendore. Hanno sferruzzato per mesi le ‘uncinettine’ di Mondolfo (Pesaro-Urbino), unite in un grande progetto di speranza. Già durante il lockdown hanno iniziato a lavorare la lana e hanno poi proseguito, con una mobilitazione tutta al femminile, insieme alla Pro Loco Tre Colli.

"Abbiamo riciclato il materiale di vecchi maglioni, 73mila metri di filo di lana, per creare tanti gomitoli che sono stati distribuiti a venti ragazze e nonnine del paese – spiega Elisa –. Sono stati realizzati 2.800 quadrotti all’uncinetto, poi uniti in un albero a forma di cono, con una struttura d’acciaio di 7 metri d’altezza, che è collocato in piazza Borroni". Con la stessa tecnica, ma con una forma diversa, è nato l’albero di otto metri per la piazza del Comune, e al varco di Porta Santa Maria è esposto un presepe pure ricoperto da quadrati all’uncinetto.

A Fano (Pesaro-Urbino) si attendono anche quest’anno migliaia di visitatori nelle cantine settecentesche di palazzo Fabbri, dove don Marco Polverari ha riallestito il ‘Presepe di San Marco’, con un percorso di circa ottanta metri, lungo il quale si ammirano più di sessanta scene animate che anche raffigurano episodi biblici, dall’Arca di Noé all’Annunciazione. In questo capolavoro, che si arricchisce di anno in anno di nuove ambientazioni, tutto prende vita con personaggi in movimento, pastori, animali, contadini, perfino il mungitore. Si potrà visitare anche dopo il periodo natalizio, tutte le domeniche fino a Pasqua.

Fino al 7 gennaio, le "Vie dei presepi" ci portano a Urbino, in un suggestivo percorso diffuso (con tanto di piantina scaricabile con Qr code). All’Oratorio di San Giuseppe, che custodisce l’affascinante presepio in stucco del manierista cinquecentesco Federico Brandani, si ammira anche un grande presepe meccanico che ricostruisce un quartiere di Roma dell’Ottocento.

Nella chiesa di San Domenico sono invece esposte 19 riproduzioni in scala di celebri monumenti, dal Tempietto del Valadier, vanto marchigiano, alla cattedrale di Notre Dame a Parigi, realizzati da Stefano Benazzo, già ambasciatore della Repubblica italiana, fotografo e pure modellista.

A Recanati (Macerata), è tornato anche quest’anno l’ammiratissimo presepio meccatronico dell’artigiano Leandro Messi, con gli speciali effetti olfattivi studiati da Màlleus: tra le figure di questo paese in miniatura, spunta anche Giacomo Leopardi. Si potrà visitare fino al 6 gennaio, "ma sarà l’ultimo anno – ha annunciato Messi –, perché gli impegni di famiglia e di lavoro non mi permettono più di seguire il tutto, come ho fatto dal 2009 a oggi". In tanti sperano che ci ripensi, perché una simile meraviglia possa continuare a incantare grandi e piccini.

E a Porto San Giorgio (Fermo) la chiesa del Crocifisso ospita il grandioso presepe biblico, frutto di tanti anni di lavoro appassionato di Renata Ficiarà: su una superficie di 160 metri quadrati, un migliaio di statuette e circa 400 movimenti ripercorrono tutta la vita di Gesù, dalla nascita a Betlemme fino alla morte e resurrezione. Il presepe ricrea in miniatura luoghi storici come la chiesa di San Giorgio, il duomo di Fermo, le botteghe, angoli della cittadina. Un piccolo mondo di poesia e di bellezza.