Baby gang, due bande si contendono il centro di Fano

Lo sfogo di commercianti e residenti : "Rubano, sono molesti, fanno danni, bevono e fumano droga". Denunciati i presunti capi

L’arco d’Augusto, zona frequentata dalle bande
L’arco d’Augusto, zona frequentata dalle bande

Fano, 20 agosto 2023 – Spadroneggiano nel centro storico, che hanno trasformato nel loro quartier generale, durante le ore serali. Sono due baby gang molto agguerrite, una composta perlopiù da napoletani, l’altra da magrebini. Lo denunciano residenti e commercianti, che hanno dovuto fronteggiare atteggiamenti prepotenti e insulti, nei casi meno gravi.

Uno dei locali presi spesso d’assalto è una rivendita di bevande alcoliche e snack, che si trova lungo il centralissimo corso Giacomo Matteotti. "Dopo cena non si sta più tranquilli – racconta una donna di 45 anni, M. A., che di solito si intrattiene nei locali del centro – perché mi è capitato di essere molestata in modo pesante. Tanto che, per evitare che si ripetano spiacevoli episodi, ho l’intenzione di denunciare le minacce e le allusioni sessuali esplicite che mi hanno rivolto. Ormai so chi sono questi ragazzini e non ho paura di raccontarlo ai poliziotti".

Malgrado i due capi delle gang siano di recente stati denunciati per violenza privata e danneggiamenti, per alcune scorribande ai danni di un locale, le incursioni dopo un periodo di pausa sono riprese. Nel mirino dei balordi, alcuni maggiorenni, altri dai 15 ai 17 anni, sono finiti gli arredi urbani e le antiche mura, ma anche qualche vettura in sosta.

Un fenomeno preoccupante, come riferisce un autista di autobus che ferma al Pincio: "Si riuniscono nei giardinetti dove fumano spinelli e a volte salgono sul mezzo senza il biglietto".

Le due bande godono di una vasta popolarità in città, particolarmente tra i coetanei, che hanno timore persino nel pronunciare i nomi dei due leader.

Il collante dei gruppi è l’uso di sostanze stupefacenti e alcol, che spinge i componenti a cercare di procurarsi il denaro necessario, anche ricorrendo a piccoli furti oppure chiedendolo in prestito ai coetanei che, intimoriti dalle minacce, cedono pur sapendo che saranno poche le speranze di recuperarlo.

Intanto gli agenti del Commissariato e quelli della polizia locale hanno potenziato i controlli, focalizzandoli nelle zone più a rischio.

Il centro storico è quasi sempre presidiato, ma le due bande riescono a mimetizzarsi, dividendosi in gruppetti che non destano sospetto. Al momento opportuno però i due gruppi agiscono in sincronia, ad esempio quando entrano in un locale, dove approfittano della confusione per arraffare le merci. Una tattica che ha funzionato ma che non è passata inosservata, obbligando alcuni gestori a dotarsi di impianti di videosorveglianza.