Rapine in serie armato di siringa: condannato a tre anni e mezzo

Aveva seminato il terrore lungo la costa mettendo a segno due colpi in pochi giorni, i fatti risalgono al marzo 2021. Il 50enne fermano minacciava le vittime con l’ago a suo dire infetto dal virus dell’Hiv

Al termine del processo l’uomo, già gravato da precedenti penali, è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione
Al termine del processo l’uomo, già gravato da precedenti penali, è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione

Fermo, 3 febbraio 2024 – Armato di siringa, aveva seminato il terrore lungo la costa mettendo una serie di colpi in pochi giorni. Il rapinatore, un 50enne residente a Fermo, è finito alla sbarra per rispondere del reato di due delle rapine a lui attribuite. Al termine del processo l’uomo, già gravato da precedenti penali, è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione. I fatti risalgono al marzo 2021 e tutto era iniziato quando una donna fermana, mentre si trovava nel proprio garage, a Lido di Fermo, era stata aggredita da un uomo con il volto travisato che, minacciandola con un una siringa, a suo dire infetta dal virus dell’Hiv, aveva tentato di rapinarla della borsa.

La donna, approfittando di un attimo di disattenzione del malvivente, si era difesa e, dopo una breve colluttazione, aveva messo in fuga il rapinatore che aveva anche perso la siringa. Nel frattempo, attirato dalle grida della vittima, era sopraggiunto un passante che aveva tentato di inseguire l’uomo che era salito in sella ad un motorino e si era dato alla fuga. In poco tempo la polizia era giunta sul luogo e aveva sequestrato la siringa, per poi acquisire i primi elementi relativi alla dinamica dell’accaduto e del suo autore.

L’abbigliamento indossato, la pronuncia delle parole con una precisa inflessione dialettale, l’altezza e la corporatura, la particolare forma delle scarpe calzate, l’essere mancino o destrimano, alcune caratteristiche del motorino con il quale si era allontanato dal luogo, erano stati basilari.

Gli investigatori della squadra mobile a quel punto, analizzando i filmati della videosorveglianza, lo avevano virtualmente pedinato, acquisendo così, via via, ulteriori dettagli dell’uomo e del mezzo utilizzato fino ad individuarne prima la targa e poi, in rapida successione, risalire alla completa fisionomia del rapinatore.

L’uomo era stato denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di tentata rapina aggravata. Un modus operandi, che aveva consentito di segnalare lo stesso 50enne per analoghi crimini perpetrati alcuni giorni prima lungo la costa fermana, tra questi anche una rapina messa segno ai danni di una donna con un minore.

Il malvivente, appostato nei pressi, li aveva visti salire su un’auto e, improvvisamente, aveva aperto la portiera del veicolo e aveva minacciato la giovane conducente chiedendole insistentemente di consegnargli tutti i soldi. Anche in quel caso, però, non trovando denaro, se n’era dovuto andare con i pochi oggetti che era riuscito a trafugare.