Addio a padre Vincenzo, una vita dalla parte di fragili e ammalati

Per anni è stato cappellano negli ospedali del territorio. A breve avrebbe compiuto. cent’anni. Domani l’addio.

Addio a padre Vincenzo, una vita dalla parte di fragili e  ammalati

Addio a padre Vincenzo, una vita dalla parte di fragili e ammalati

È scomparso ieri, a pochi giorni dal compiere 100 anni, padre Vincenzo Bandini, frate cappuccino del santuario della Rocca di Cento, figura storica e di riferimento per la comunità per tantissimi anni. Ultimamente si trovava in infermeria a Reggio Emilia, visto il suo stato di salute e l’età molto avanzata, ma faceva ancora parte della comunità dei Cappuccini centesi oltre che del cuore di tanti. Si terrà dunque a Cento, nel suo santuario, l’ultimo saluto, fissato per domani alle 10. Un frate umile e di grande forza, che si faceva carico delle sofferenze dei fedeli, assistendoli con affetto e con la bontà del proprio insegnamento. Padre Vincenzo aveva trascorso molti anni come cappellano negli ospedali di Cento e Ferrara. "Ho battezzato 2.672 bambini e ho celebrato più di 31.800 messe, tutte annotate sui miei taccuini – aveva raccontato nella sua ultima intervista al Carlino –. Sono di Forlì, ma qui mi sento a casa". Con il suo immancabile sorriso parlava della vita, dei tempi di guerra e dei papi che si sono succeduti nel corso della sua esistenza quasi centenaria. "Con i pazienti e il personale dell’ospedale di Cento sono rimasto per dieci anni – raccontava –, ho cercato di capire le loro sofferenze dando loro conforto. Mi aspettavano e da loro imparavo. Gioivo della consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono". Poi il sisma. "A Cento ho provato anche il terremoto. Prima nel mio letto e poi, il 29 maggio, in sacrestia dove ho visto aprirsi davanti a me una crepa. Non è il demonio – aveva concluso –, ma la forza della natura che si sveglia e ci ricorda che siamo piccoli, facendoci il dono di risvegliare il nostro senso di comunità".

l. g.