L’ondata di maltempo. Allerta per la piena sul Reno. Aperta paratia nella notte

Scatta la Protezione civile: il muro d’acqua viene fatto sfogare nel Cavo Napoleonico e nel Po. Preoccupa la perturbazione in arrivo nelle prossime ore, regge ancora la rete dei canali. .

La piena del Reno arriva a toccare la soglia di criticità rossa e, in alto, l’intervento dell’agenzia regionale della Protezione civile

La piena del Reno arriva a toccare la soglia di criticità rossa e, in alto, l’intervento dell’agenzia regionale della Protezione civile

Protezione civile in azione sul fiume Reno. La piena arriva a toccare, nel tratto al confine tra la nostra provincia e quella di Bologna, la soglia di criticità rossa. In azione, la scorsa notte, le squadre dell’agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile. Si decide, per alleggerire la pressione di quell’enorme volume d’acqua, di aprire le paratie e far sfogare milioni di metri cubi nel cavo Napoleonico e nel Po. Un’operazione molto delicata, che viene portata a termine con successo. Enrico Mazzini è al timone della squadra che ha operato la scorsa notte. E’ soddisfatto. "Sono operazioni cruciali – spiega –, è andato tutto nel migliore dei modi. Prima di far sfogare quel fronte d’acqua la piena sul Reno era arrivata a toccare il livello di criticità tre, l’allerta rossa. Adesso siamo scesi alla fascia arancione, il livello due. Ma la situazione è ancora sotto osservazione". A preoccupare l’ondata di maltempo che non promette nulla di buono nelle prossime ore. "Abbiamo interrotto l’operazione – riprende –, anche il livello del Po è alto, il grande fiume non riceve più. Ci siamo tenuti, possiamo dire di scorta, una parte del cavo Napoleonico. Pronti a aprire di nuovo la paratia se il livello sul Reno torna a salire nelle prossime ore". Il video della delicata operazione è stato postato da Irene Priolo, vicepresidente regionale, sulla pagina Facebook. Il tratto del Reno interessato dalla piena – dopo l’intervento si è assestato su una portata a quota otto nella mattinata, scesa poi a 7,65 – è quello che tocca Cento, Bondeno, Poggio, Sant’Agostino fino ad Argenta. "Proprio grazie ad un’operazione analoga – spiega il presidente del Consorzio Bonifica di Ferrara, Stefano Calderoni – l’anno scorso, con l’alluvione di maggio, si è riusciti durante il passaggio della piena del Reno ad evitare il peggio nel nostro territorio". Il consorzio ha fatto una serie di verifiche sulla rete di canali della provincia. "Situazione sotto controllo, anche grazie agli interventi fatti nel 2023", sottolinea. Poi fa il quadro della giornata. "E’ stato attivato l’impianto Pilastresi (Consorzio Burana) con le pompe a Po, l’operazione sta già riducendo i livelli". Occhi puntato sul Po di Primaro. Alle 17 ha superato quota +15 in crescita, è scattata la reperibilità per le squadre del consorzio per la chiusura degli impianti di scarico se si supera quota +15,20/15,30. Canale diversivo a Portomaggiore, criticità rientrata. Il livelloè stato abbassato di una ventina di centimetri.