I nuovi ‘occhi elettronici’: 11 telecamere a proteggere il ghetto

La prima è stata montata in via Contrari. Il prefetto: “Iniziamo con il centro, saranno in punti strategici". Lodi: "Piano concluso entro l’anno"

Istallazione delle telecamere di sicurezza nel ghetto ebraico: Nicola Lodi davanti alla Sinagoga di via Mazzini

Istallazione delle telecamere di sicurezza nel ghetto ebraico: Nicola Lodi davanti alla Sinagoga di via Mazzini

Ferrara, 22 febbraio 2024 – Il primo occhio elettronico si è aperto all’angolo tra le vie Contrari e De Romei. È attiva da ieri mattina la prima telecamera di sorveglianza del maxi piano da oltre un milione (in cofinanziamento con il ministero dell’Interno) che dovrà potenziare la sicurezza di Ferrara, dal centro storico alle frazioni passando per le principali vie d’accesso. Ed è proprio dal cuore della città estense che parte l’installazione. Soltanto ieri, ne sono state installate undici.

Con i loro dispositivi ottici all’avanguardia copriranno tutta la zona del ghetto ebraico. Alle 9 del mattino un primo sopralluogo del prefetto Massimo Marchesiello (sotto) , accompagnato dal vicesindaco Nicola Lodi (in alto) . "Il piano – ha spiegato il rappresentante del governo in città – è stato valutato in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le telecamere vengono installate nei punti più strategici per il controllo del territorio.

È un progetto che va a consolidare una sicurezza condivisa e partecipata, della quale è parte integrante anche il cittadino. Il tutto anche alla luce della situazione delle frazioni in cui si sono verificati furti, fenomeno sul quale l’attenzione è molto alta". A entrare nel dettaglio del piano è il numero due della giunta. "Partiamo con undici telecamere per arrivare a una sessantina complessive – illustra Lodi –. Entro dicembre 2024 saranno tutte accese. Il lavoro più arduo, cioè il cablaggio e il collegamento con le centrali, è già stato fatto. Ora si tratta di installare le telecamere".

Nella giornata di ieri i tecnici hanno completato il montaggio nella zona ghetto, dalla sinagoga di via Mazzini fino a San Romano e piazza Travaglio. Nei prossimi giorni si proseguirà con le altre aree, anche al di fuori delle mura. Sotto la lente ci sono in particolare le aree artigianali e industriali, spesso bersaglio dei ladri, e gli otto principali punti di accesso alla città (via Padova, via Modena/A13, via Comacchio, via Copparo, via Ravenna, via Arginone, via Wagner e via Pomposa), nei quali saranno operativi i sistemi di controllo della targhe. I Targa system , puntualizza il vicesindaco, "sono per noi una priorità anche per dare risposte concrete a quanto sta accadendo in alcune zone della città, bersaglio di furti in abitazione".

Dal punto di vista tecnico, le telecamere in corso di installazione (studiate per funzioni antiterrorismo) dispongono di tecnologia all’avanguardia e sono in grado di riprendere a 360 gradi. Dotate di un alto grado di risoluzione, possono catturare immagini nitide anche al buio o in caso di pioggia e nebbia. I dispositivi sono collegati direttamente a tre centrali operative, una in questura, una al comando provinciale dei carabinieri e una terza alla caserma della polizia locale. Qui, gli operatori potranno visionare le videoriprese in diretta. "Dove non possono arrivare le risorse umane – conclude il prefetto – devono arrivare le tecnologie. In questo senso è più che mai auspicabile una sempre maggiore integrazione delle sale operative di tutte le forze di polizia del territorio. Questo è il futuro".