Più agenti nelle aree sensibili. “La collaborazione con i cittadini è fondamentale per i controlli”

Festari, comandante dei vigili: “Situazione da monitorare, ma le persone non sono in pericolo Non dimentichiamo anche le altre zone critiche, come la stazione: qui presidio fisso”

Controlli di polizia locale davanti a un minimarket; nel riquadro, Claudio Festari

Controlli di polizia locale davanti a un minimarket; nel riquadro, Claudio Festari

Forlì 19 febbraio 2024 – Dopo l’ordinanza di venerdì del sindaco Gian Luca Zattini, le pattuglie della Polizia locale sono state in prima linea nei controlli in centro storico per far rispettare gli orari di chiusura dei due minimarket di corso Mazzini e via degli Orgogliosi e per presidiare le vie e i vicoli attorno a piazza Saffi e piazza del Duomo. Chi organizza e coordina gli interventi e tutto il lavoro degli agenti è il comandante Claudio Festari che, dopo anni di lavoro a Lodi, è arrivato a Forlì e ha preso servizio a metà ottobre 2023.

Comandante, qual è la sua idea sulla sicurezza in centro?

“Ritengo che sia una situazione da tenere sotto controllo, ma non allarmistica. E’ sicuramente da monitorare, ma al momento non rappresenta un pericolo per la sicurezza dei cittadini. Fortunatamente ci siamo trovati ad affrontare solo episodi singoli come la persona armata di machete e i ritrovi di persone che abusavano di sostanze alcoliche. Ripeto, non da sottovalutare, ma nemmeno tale da creare pericolo ai cittadini”.

In cosa è cambiato il vostro servizio e la vostra opera di prevenzione alla luce delle recenti due ordinanze in materia di sicurezza?

“Erano servizi di cui stavamo già parlando ancor prima dell’emanazione di queste ordinanze e che sono stati accelerati grazie alle legittime segnalazioni di un gruppo di cittadini che ringraziamo perché la collaborazione fra forze dell’ordine e abitanti è determinante per il controllo del territorio. Abbiamo aumentato la presenza di postazioni fisse in piazza Saffi, corso Mazzini, piazzetta della Misura, corso Garibaldi, via degli Orgogliosi e al San Domenico e continueremo in questi servizi di controllo e prevenzione”.

Questo tipo di sacrosanto e legittimo servizio in centro storico non rischia di togliere uomini ad altre zone da monitorare della città, come quella della stazione o aree periferiche?

“Non le dimenticheremo perché ci sono anche altri settori che richiedono la nostra presenza. Ad esempio nel piazzale della stazione già da un mese abbiamo istituito un presidio fisso di una pattuglia di un’ora fra le 17.30 e le 20, il momento in cui i pendolari rientrano o ripartono. Credo che un’auto con le luci accese dia alle persone una percezione di sicurezza”.

Avete in cantiere altre iniziative?

“Probabilmente a marzo faremo ripartire l’attività del vigile di quartiere, anche se dobbiamo individuare la zona precisa nella quale agire nello specifico”.

L’avvocato Laerte Cenni, coordinatore del comitato di via degli Orgogliosi, ha rilevato come gli interventi siano appropriati e vadano nella giusta direzione ma debbano essere prolungati nel tempo.

“E’ vero, i nostri controlli non possono essere attività-spot, ma devono proseguire. Fino a quando, verrà deciso nel corso dei mesi e monitorando l’evolversi della situazione. Di certo in queste settimane le zone del centro storico fra ordinanze e pattugliamenti sono senza dubbio sotto pressione per quello che riguarda le nostra attività”.

Come sta andando la collaborazione con Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza?

“E’ una collaborazione che definirei ottima, fatta di incontri bisettimanali in Questura per coordinarci al meglio e affrontare i problemi di sicurezza”.

Spaccio e consumo di droghe; abuso di alcol; inciviltà e vandalismo: cosa fra questi tre aspetti la preoccupa di più?

“Sicuramente l’attività di spaccio che è difficile da reprimere e quella di abuso di sostanze alcoliche. Ma non sottovalutiamo nemmeno l’aspetto legato ai gesti vandalici o incivili”.

Finora i controlli dopo le segnalazioni dei cittadini cos’hanno prodotto?

“Premesso che sono fondamentali, abbiamo individuato soggetti che abusavano di sostanze alcoliche e persone in possesso di sostanze stupefacenti che però venivano dichiarate esclusivamente ad uso personale”.