Alluvionati di Forlì inviano beni per la Toscana: circolo virtuoso di solidarietà

Cinzia Santini ha trasformato la sua casa nel quartiere Romiti in un centro dove si smistano oggetti di prima necessità: "Ci organizziamo con camion che fanno da corrieri. Abbiamo ricevuto tanto, tocca a noi"

Forlì, 14 novembre 2023 – “Noi, dopo l’alluvione abbiamo avuto cinque mesi estivi: in Toscana, dovranno affrontare l’emergenza in pieno inverno: come si fa a non dare una mano?". Cinzia Santini, 51 anni, lavora dal 1998 presso una cooperativa sociale di Forlì. Ha un figlio che si è appena diplomato come perito agrario; il marito e la figlia sono entrambi operai. Lei e il suo nucleo familiare, che comprende anche i suoceri, la cognata e il padre disabile, vivono in una casa a due piani ai Romiti e l’alluvione di maggio li ha colpiti duramente. Il piano terra è ancora inagibile e i suoceri e la cognata, che abitavano lì, sono tutt’ora sfollati. Lei e il marito sono rientrati a casa i primi di ottobre e stanno sistemando la caldaia.

Cinzia Santini insieme ai tanti volontari che si sono organizzati per portare il loro aiuto a Prato
Cinzia Santini insieme ai tanti volontari che si sono organizzati per portare il loro aiuto a Prato

La sera dell’alluvione, i vigili passavo e suonavano i campanelli dei portoni, per avvisare del pericolo – racconta Cinzia – ma molti non rispondevano, allora ho suggerito loro di usare i megafoni. Con l’aiuto di mia figlia, ho portato tutto il possibile al piano di sopra. Mio marito e i miei suoceri sono finiti nel sottotetto e li hanno portati via il giorno dopo con i gommoni".

Da qualche settimana, la casa di Cinzia è diventata un luogo per la raccolta di beni da inviare a Prato, per gli alluvionati toscani. "Ho saputo di un gruppo Facebook dove si organizzano i soccorsi, una specie di borsino dove ci sono le persone che comunicano i bisogni e quelle che offrono i beni. Mi sono messa in contatto con una signora di Cesena molto attiva e le ho chiesto come dovevo fare per dare una mano: ho mandato il messaggio nelle mie chat e la risposta è stata immediata". Da allora, sono partiti da casa sua due camion pieni di beni. "Chi ha il mezzo, cioè il camion, – continua Cinzia – lo ha messo a disposizione e fa da corriere. Abbiamo tutti un brutto ricordo di quello che è successo, ma abbiamo anche avuto tanta solidarietà. Ed è stato importante anche incontrare un sorriso o trovare qualcuno che portava dei dolci: adesso, anche se siamo ancora in difficoltà, tocca a noi".