“Caldo record, al Pronto soccorso di Forlì 10 accessi in più al giorno”

Il primario Fabbri: "In media sono 4 colpi di calore su persone sane e 6 su pazienti con patologie pregresse. Gli anziani bevono poco e sottovalutano i sintomi"

Il dottor Andrea Fabbri, primario del Pronto soccorso dell'ospedale di Forlì

Il dottor Andrea Fabbri, primario del Pronto soccorso dell'ospedale di Forlì

Forlì, 31 luglio 2023 – I temporali degli ultimi giorni hanno smorzato le temperature, ma fino a pochi giorni fa i termometri sono spesso arrivati a toccare cifre prossime ai quaranta gradi, senza scendere troppo nemmeno nelle ore notturne. Le temperature estreme sono andate avanti per molti giorni, con conseguenze evidenti anche sulla salute.

Dottor Andrea Fabbri, primario del Pronto soccorso dell’ospedale Morgagni-Pierantoni, nei giorni del picco di temperatura avete visto un aumento di accessi?

"Sì, parliamo di circa dieci accessi in più ogni giorno, appartenenti essenzialmente a due categorie".

Quali?

"Facendo una media, circa quattro degli accessi quotidiani dovuti al caldo sono persone che hanno subito gli effetti diretti del calore anche senza avere problematiche pregresse, mentre gli altri sei sono pazienti con malattie croniche che sono state aggravate dalle condizioni meteo sfavorevoli".

Gli accessi in più sono stati tali da mandare in sofferenza il Pronto soccorso?

"No, assolutamente. Abbiamo rilevato l’aumento di ingressi e determinato che erano dovuti al clima, ma si tratta comunque di numeri contenuti che non abbiamo avuto problemi a gestire".

A quale genere di malattia cronica si riferisce?

"Pensiamo, ad esempio, a persone con insufficienza renale, pazienti oncologici, o con malattie respiratorie o cardiovascolari".

Parlando, invece, di chi è stato vittima di un colpo di calore, c’è un collegamento con l’età del paziente?

"Sono capitati in reparto anche dei giovani, ma in prevalenza si tratta di anziani che sono più fragili e che, soprattutto, dispongono di meno sistemi di allarme rispetto ai giovani".

Un anziano, quindi, può non avvertire in tempo il caldo eccessivo?

"Gli anziani tendenzialmente avvertono meno lo stimolo della sete e, anche in situazioni estreme, percepiscono meno il calore, rischiando così di sottovalutarlo".

Quali sono i sintomi di un colpo di calore?

"Sono sintomi molto fraintendibili: stanchezza, tendenza all’assopimento, febbre… Sono tutti sintomi che possono essere indicatori di tante altre problematiche, perciò il rischio è quello di sottovalutarli e di arrivare in reparto quando sono già molto avanzati. Uno dei fattori da tenere sott’occhio è la minzione: un’eccessiva scarsità deve mettere in allarme".

Come procedete quando qualcuno arriva da voi con un colpo di calore?

"Verifichiamo le condizioni generali del paziente e procediamo con l’idratazione in modo da riportarla a livelli normali".