Medicina UniBo a Forlì, l’aumento dei posti da 95 fino a 180

Il primario e coordinatore Franco Stella: “Ora saremo già a 130 studenti e contiamo quindi di salire ancora”

Forlì, 18 agosto 2023 – La facoltà di Medicina è sbarcata a Forlì nell’autunno del 2020 con i primi 95 iscritti. Ora sta per cominciare il quarto anno e già da quello scorso alcuni studenti sono entrati nei reparti del Morgagni-Pierantoni per gli stage sul campo.

Il dottor Franco Stella: medicina a Forlì è pronta ad aumentare i posti
Il dottor Franco Stella: medicina a Forlì è pronta ad aumentare i posti

Dottor Franco Stella, coordinatore del corso di laurea e docente ordinario, il sindaco Zattini ha detto al Carlino che si parla di un aumento a breve degli iscritti. Di quanti studenti parliamo?

"Fino a oggi era prevista l’iscrizione di 90 studenti comunitari e 5 extracomunitari, per un totale di 95. Recentemente il ministero ci ha chiesto di aumentare gli accessi a 150. Noi abbiamo valutato che potremmo arrivare addirittura a 180".

Già quest’anno si iscriveranno 180 matricole?

"No, per ora saliremo a 130, ma contiamo di aumentarli".

Dovrà aumentare di conseguenza il corpo docente?

"No, questi numeri ci consentono di lasciare invariato il corpo docente, perché il rapporto studente-insegnante rimane comunque buono".

Quando si raggiungerà il sesto anno di corso in città ci saranno mille studenti solo di Medicina.

"Anche di più, contando magari qualche fuoricorso e gli specializzandi che, presto, aumenteranno".

Perché aumenteranno gli specializzandi?

"Perché stanno aumentando i reparti ospedalieri a direzione universitaria e l’Ausl Romagna ora è considerata rete formativa unitaria. Gli specializzandi vengono smistati sui territori dal ministero proprio sulla base delle reti formative, quindi presto arriveranno nelle varie sedi della Romagna, tra le quali anche Forlì, circa 600 medici in via di specializzazione".

Quali saranno le specializzazioni nello specifico?

"Tutte. Bologna è un ateneo che offre tutte le specializzazioni, quindi avremo ginecologia, radiologia, urologia, medicina generale e tante altre ancora".

Un vantaggio per il Morgagni-Pierantoni?

"Assolutamente. A Forlì, come ovunque, c’è il problema della mancanza di medici e questa carenza verrà in parte sanata da Medicina, sia perché gli specializzandi sono di fatto già medici, sia perché molti degli iscritti al corso di laurea rimarranno in futuro a lavorare in città, o comunque sul territorio romagnolo. Il vantaggio, poi, credo sia anche per tutto il tessuto cittadino".

A cosa si riferisce?

"Al fatto che ci saranno oltre mille ragazzi giovani in più, pronti ad arricchire la città con la loro presenza e, per quanto riguarda Medicina con i suoi corsi a frequenza obbligatoria, si tratta di solito di una presenza piuttosto costante".

Questi ragazzi dovranno poi alloggiare in città. Potrebbero esserci problemi?

"Non direi. Forlì e i suoi dintorni offrono diverse possibilità di alloggio e il Comune sta lavorando per realizzare lo studentato all’Hotel della Città. Notiamo la massima disponibilità da parte dell’amministrazione e di enti locali quale, prima tra tutte, la Fondazione Carisp, oltre che di Ausl e Università e questa collaborazione ci rende tranquilli rispetto al futuro".

Anche le aule saranno sufficienti?

"Abbiamo già spazi al Campus e anche l’aula in sala Pieratelli, al Morgagni-Pierantoni, che ci è stata fornita dall’Ausl e da quest’anno avremo altri locali al padiglione Valsalva. Non vediamo grossi problemi in questo senso. Consideriamo anche che è un percorso in via di definizione: man mano che gli studenti aumenteranno, cresceranno anche gli spazi per accoglierli al meglio nel periodo della loro formazione".