Mosca nel piatto della materna: il Comune di Forlì protesta, ma la penale (per ora) non c’è

La scoperta alla ‘Rondine’ (Ca’ Ossi). Il municipio scrive all’azienda: “Episodio grave, serve massima attenzione e maggiore diligenza”. Ci sarà una multa solo se dovesse capitare altre tre volte

Forlì, 1 novembre 2023 – Un pranzo decisamente sgradevole, quello del bambino della scuola materna ‘La Rondine’ di via Salvemini (quartiere Ca’ Ossi) che, pochi giorni fa, nel suo piatto di pasta ha trovato nientemeno che una mosca.

Pappa indigesta per i bimbi della materna La Rondine di Forlì
Pappa indigesta per i bimbi della materna La Rondine di Forlì

Un incidente sconveniente che ha innescato una serie di reazioni a catena: le maestre, allertate dall’alunno, hanno subito avvertito Nadia Mastroianni, la dirigente dell’istituto comprensivo 7 al quale fa riferimento la scuola. È stata poi la preside a rivolgersi al Comune, quindi la palla è passata all’ufficio ‘Diritto allo studio’ del municipio.

Quest’ultimo, allora, si è rivolto alla ditta che ha in gestione il servizio mensa della scuola inviando una comunicazione dai toni chiari: "Nel rilevare la gravità dell’episodio accaduto si evidenzia l’esigenza di prestare la massima attenzione in tutte le fasi del processo produttivo e distributivo affinché analoghi episodi non abbiano più a ripetersi. Raccomandando di procedere con una maggiore diligenza nello svolgimento delle attività di preparazione e distribuzione degli alimenti, si chiede di fornire eventuali controdeduzioni del caso entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della presente contestazione".

Le ‘controdeduzioni’ delle quali si parla sono eventuali ipotesi che discolperebbero i gestori della mensa: è infatti difficile stabilire in quale fase del processo la mosca sia finita nel piatto. La comunicazione continua parlando di sanzioni: infatti esiste una norma che prevede che "il ritrovamento di corpi estranei organici e inorganici nelle derrate o nei pasti determina l’applicazione di una penale di 2.000 euro per ogni caso riportato nel caso il numero di casi annuo sia pari a 4 e di 4.000 euro per ogni caso riportato nel caso il numero di casi annuo sia superiore a 4". Siccome questa è la prima segnalazione, i gestori non saranno sottoposti ad alcuna ammenda.

“La scuola – spiega la dirigente Mastroianni – dispone di una cucina, ma i gestori non la utilizzano per preparare i pasti in loco, infatti quegli spazi servono solo per effettuare lo sporzionamento dei pasti, ossia per preparare i singoli piatti di pietanze che, però, sono già state cucinate altrove. Non sappiamo in quale fase del processo la mosca sia finita nel piatto. Fatto sta – continua – che le docenti hanno fatto benissimo a segnalare il fatto e io non ho esitato a procedere come da protocollo, rivolgendomi al Comune. Ad oggi non abbiamo avuto altre segnalazioni e i genitori sono stati comunque molto comprensivi: il clima generale è assolutamente tranquillo. Resta il fatto che sono cose che non dovrebbero capitare: un incidente molto spiacevole che vorrei non si replicasse mai più".

Nel frattempo in alcune scuole, su invito dell’ufficio ‘Diritto allo studio’, i dirigenti hanno diramato una circolare rivolta ai docenti: chiedono, nel caso di rinvenimento di corpi estranei nel cibo, di fotografare subito l’insetto e di procedere con l’opportuna segnalazione, in modo da scongiurare in futuro nuove gradite scoperte.