Andrea Dovizioso
Andrea Dovizioso

Imola, 13 maggio 2018 - Tanti volti noti nel sabato imolese targato Superbike. Uno, in particolare, lo si incontra un po’ a sorpresa in Autodromo già a metà mattina. Per riconoscerlo basta aver acceso la tv, anche solo una volta per sbaglio, nell’ultimo quarto di secolo: è Gerry Scotti, che dal box della Yamaha, nel quale si muove con una certa disinvoltura, di lì a poco sale sul podio per premiare il vincitore di Gara 1, Jonathan Rea. E fare il pieno di applausi. In attesa che i flash dei fotografi siano oggi tutti per Aida Yespica, madrina della manifestazione, nel sabato del villaggio Superbike tocca alle ombrelline prendersi la scena. More, bionde e rosse: loro sul circuito non possono proprio mancare. E come al solito rischiano di mandare fuori giri, se non i motori, di certo i cuori dei tanti fan che affollano l’Enzo e Dino Ferrari per l’immancabile appuntamento in città con il mondiale riservato alle moto derivate di serie.

Superbike a Imola, Rea (e la madrina Yespica) da urlo / FOTO

Ma la più ammirata del paddock è sempre lei, la splendida Manuela Raffaetà: compagna di Marco Melandri nonché vero e proprio punto di riferimento del box Ducati. Tra i tecnici della scuderia di Borgo Panigale, c’è poi il pilota della MotoGp, Andrea Dovizioso, in Autodromo per tifare Melandri e Chaz Davies. E ovviamente godersi lo spettacolo della Superbike in riva al Santerno. «Mi fa piacere venire a Imola, qui sono di casa – ammette il 32enne romagnolo ai microfoni di Sport Mediaset –. Arrivo in moto, in uno dei pochi momenti che la uso in strada. E mi fa piacere esserci con i miei amici. La Ducati negli ultimi tempi qui è sempre andata molto forte e, anche se quest’anno è un po’ più difficile, credo che possano fare molto bene Chaz, Marco ma anche Micheal Rinaldi (terzo alfiere del team ufficiale Aruba, ndr), che conosco un po’ meglio e frequento anche a casa. Se gli do delle dritte? Beh, più o meno… questa è forse l’unica pista nella quale non ho mai girato in moto. Quindi non posso neanche aiutarlo troppo…». Tra gli sportivi che non hanno voluto mancare l’emozione della velocità il cestista Pietro Aradori della Virtus Basket e il pallavolista Dragan Travica della squadra di Padova.

Aida Yespica in Autodromo a Imola (Isolapress)

Sempre a proposito di MotoGp, nel circuito di famiglia si rivede anche il mitico dottor Costa. «Non c’è Imola senza i cavalieri del rischio e senza gli appassionati», spiega, sempre davanti alla tv milanese, il fondatore della Clinica mobile. Il quale, a quanto pare, sta lavorando a un docufilm dedicato proprio a un’incredibile carriera, la sua, trascorsa a rimettere in sella i piloti. «Io nasco da questo circuito – ricorda –. Su questo asfalto sono cominciati i miei sogni. Però le parole magiche ed emozionanti da cui tutto parte sono due: ‘Voglio correre’». Ed è proprio così che si intitolerà l’opera. «Racconterò la mia vita – conclude il dottor Costa – e tornerò a parlare al cuore degli appassionati per dire loro che questi sono sì eroi da ammirare, ma soprattutto esseri umani».