Mario Nardi, una vita per i dischi: "Qui dal 1978, anche Gaber tra i miei clienti"

Viaggio nella musica con lo storico titolare della Mecca’s Shop in corso della Repubblica. "Il vinile sta andando forte. Il centro è cambiato ma non andrei mai via: qui ci sono i giovani"

Mario Nardi, 75 anni, nel suo negozio di dischi in corso della Repubblica a Macerata

Mario Nardi, 75 anni, nel suo negozio di dischi in corso della Repubblica a Macerata

Macerata, 7 gennaio 2024 – “Come potrei dimenticare quando ho visto Paolo Villaggio e Giorgio Gaber entrare nel mio negozio?!". Mario Nardi della The Sound & Mecca’s Shop pesca tra i ricordi dei tanti anni trascorsi dietro il bancone a vendere dischi. "Villaggio – aggiunge – ha acquistato due dischi di cui uno certamente di Fred Buscaglione, mentre mi sfugge cosa abbia preso Gaber che era stato al Lauro Rossi di Macerata per preparare uno spettacolo. In quei giorni sono venuti spesso i componenti della sua band per prendere dischi".

Nardi, chissà quante volte sarà venuto Paolo Piangiarelli che, oltre a essere un grandissimo appassionato di jazz, ha prodotto molti dischi con la sua etichetta Philology?

"Veniva spesso il grande Paolo, tante volte era in compagnia dello straordinario Chet Baker. Ancora oggi sono richiesti i dischi della Philology".

Da quando ha il negozio in corso della Repubblica?

"Dal 1978 o 1979".

Perché ha deciso di vendere proprio i dischi e non un altro prodotto?

"Stavo nell’ambiente della musica e a un certo momento ho rilevato il negozio che mio zio Arturo Cingolani aveva per il corso".

In tutti questi anni nel centro storico la situazione è letteralmente cambiata: un tempo di sera non si passava per il corso per quante persone vi passeggiavano.

"In effetti prima era tutta un’altra storia: c’erano famiglie, negozi, movimento e adesso è complicato avere un’attività nel cuore della città".

Non ha mai pensato di trasferirsi in un’altra zona?

"No e non andrei via: altri posti non mi interessano. Qui è frequentato dai giovani, ci sono l’ateneo e l’Accademia".

Come è andato il Natale sul piano commerciale?

"Molto bene, c’è stata sempre gente. Il fatto è che a Macerata c’è una elevata cultura musicale".

Quali sono stati i dischi più venduti nelle feste?

"I classici Pink Floyd e i Queen, ma soprattutto gli album di Taylor Swift, un’artista con un seguito enorme".

Lei ha un vasto assortimento di vinile, allora è tornato di moda?

"Sta andando forte e il suo ritorno è importante per noi".

Dove va a scovare tutti questi 33 giri, alcuni molto vecchi?

"Andavo nei grandi magazzini, mi mettevo lì con pazienza e li passavo in rassegna uno ad uno per prendere ciò che avrebbe soddisfatto le esigenze del clienti".

Come fa a capire quali saranno le richieste?

"Dopo 40 anni so cosa vuole un cliente. Ne ho anche di francesi, belgi, inglesi, tedeschi che fanno un salto da me prima di andare al mare dove hanno casa".

Cosa prendono?

"Il rock, il country e il vecchio folk americano".

Lei anni fa ha trasferito il negozio rimanendo comunque sempre sulla stessa via.

"Quello di prima era troppo piccolo per contenere tutti i vinili".

Da lei si trova la musica e ciò che le gira attorno?

"Nel tempo ho allargato l’offerta proponendo anche gli spartiti, le t-shirt e da circa un anno anche impianti stereo avvalendomi di Andrea Lazzaro Ghezzi".

Cosa l’ha spinta a fare il passo di vendere anche gli impianti stereo?

"C’è una grande richiesta perché servono adeguati impianti, siamo anche rivenditori autorizzati New Horizon, Lenco, Onkyo e Dual".

Non le pesa rimanere sempre molto a lungo in negozio?

"Affatto. Abito a Camporota ed è dura fare avanti e indietro, se posso rimango qui dove posso anche contare sull’importante aiuto di Sofia Pierluigi. Non mi pesa rimanere in negozio, ci sono sempre persone, ognuno propone argomenti differenti, si parla e le ore volano via senza accorgersi".

Lei ha potuto toccare con mano quanto siano cambiati i gusti musicali negli anni.

"Sono cambiati. Oggi comanda il rap, su 10 dischi 3-4 sono di quel genere".

E il vecchio cantautorato?

"C’è uno zoccolo duro. Mannarino, Capossela, Cammariere hanno determinato un ricambio generazionale".

Poi ci sono i Maneskin.

"Ecco, loro hanno dato una bella botta al rock italiano".

Qual è la soddisfazione che le dà il suo lavoro?

"Ho la possibilità di stare con i giovani, di parlare con la gente, di conoscerla".