Omicidio di Corridonia, morto il marito: ora funerale unico con la moglie

L’uomo si è arreso dopo tre giorni di agonia a Torrette: fissato per venerdì l’ultimo saluto alla coppia. Il messaggio della figlia: "Angeli miei pregate per me, aiutatemi a superare questo tremendo momento"

Macerata, 4 aprile 2024 – Nella notte tra martedì e mercoledì, è morto all’ospedale Bruno Cartechini. Non ce l’ha fatta l’86enne di Corridonia che la mattina di Pasqua ha fatto fuoco prima sulla moglie Palma Romagnoli, e poi contro se stesso. La donna era morta sul colpo, lui era stato portato ad Ancona in gravissime condizioni. Ma nonostante tre operazioni, le lesioni interne causate dal fucile da caccia non gli hanno lasciato scampo. Le sue condizioni erano state fin da subito disperate, tanto che la figlia Stefania aveva deciso di sospendere la celebrazione del funerale della mamma, inizialmente previsto per ieri mattina.

Palma Romagnoli  e Bruno Cartechini: venerdì 5 sarà celebrato l’ultimo saluto  a Corridonia
Palma Romagnoli e Bruno Cartechini: venerdì 5 sarà celebrato l’ultimo saluto a Corridonia

Una cerimonia unica saluterà i due anziani domani, alle 10, nella chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato a Corridonia, per far loro percorrere insieme anche quest’ultimo passo dopo una vita intera trascorsa sempre fianco a fianco. "Angeli miei pregate per me – ha scritto ieri Stefania Cartechini su Facebook –, aiutatemi a superare questo tremendo momento. Vi ho amato e vi amerò per sempre mamma, papà. Come nella vita vi siete amati tanto, così anche nella morte". Sotto al suo post, tantissimi amici e conoscenti hanno voluto lasciare un messaggio di cordoglio e di conforto alla donna, così provata da quanto accaduto ai suoi cari genitori. In tanti le hanno espresso vicinanza, comprendendo la fatica e il dolore vissuto in questi mesi fino al tragico epilogo. I tre familiari erano moltissimo legati. Per questo Bruno Cartechini aveva voluto occuparsi in prima persona della moglie Palma quando lei si era ammalata. Ma le condizioni della 86enne, colpita dall’Alzheimer, erano via via peggiorate, costringendola a letto e rendendole dolorosa l’esistenza. Questa sofferenza della moglie era diventata uno strazio per il marito, che non riusciva a vederla in quelle condizioni e non voleva che estranei entrassero in casa loro. Per aiutarli, la figlia Stefania con il marito si era trasferita nella stessa villetta di campagna dei genitori, e tutti e due si alternavano per assistere l’anziana. Finalmente a Pasqua avevano accettato di farsi aiutare, tuttavia proprio quella mattina la situazione è precipitata.

Cartechini ha preso la doppietta che usava quando andava a caccia e ha colpito la moglie al cuore, un colpo che non le ha lasciato scampo. Poi ha puntato il fucile contro il suo addome e ha fatto fuoco: il suo desiderio era di andarsene con la moglie, ed era stato uno choc per lui, in un attimo di lucidità avuto in ospedale, accorgersi di essere ancora vivo. Il fascicolo che il sostituto procuratore aveva aperto sull’omicidio volontario ora si chiude, perché la morte del reo estingue il reato. Resta solo il dolore di quanti hanno amato i due anziani coniugi e avrebbero voluto poterli sostenere e aiutare prima che si arrivasse a questo passo estremo.