Olio, nelle Marche produzione in forte calo ma la qualità resta alta: l’incognita prezzi

La presidente Coldiretti Marche Maria Letizia Gardoni: "Di fronte al cambiamento climatico, necessario investire su strumenti utili all'adattamento"

La presidente Coldiretti Marche Maria Letizia Gardoni
La presidente Coldiretti Marche Maria Letizia Gardoni

Ancona, 13 ottobre 2023 -  Annata dura per l’olio, con una produzione in netto calo. I produttori marchigiani hanno dovuto fare i conti con il maltempo e l’attacco della mosca olearia. Ma la qualità resta alta. La raccolta delle olive è iniziata ormai in tutta la regione (lunedì sarà la volta anche di Pesaro). E, secondo Coldiretti, la produzione quest'anno dovrebbe scendere del 50% proprio a causa del clima tra piogge, grandine e adesso il caldo anomalo, che hanno aumentato la presenza di parassiti.

Approfondisci:

L’annata nera dell’olio romagnolo: la produzione crolla del 70 per cento

L’annata nera dell’olio romagnolo: la produzione crolla del 70 per cento

Nel territorio marchigiano si contano circa 9.600 ettari (oltre il 35% bio) di oliveti, un’impareggiabile ricchezza della biodiversità (con le varietà Coroncina, Mignola, Piantone di Falerone, Piantone di Mogliano, Raggia e Sargano di Fermo, tutte certificate come Sigilli di Campagna Amica, oltre ad Ascolana Tenera, Carboncella, Orbetana, Rosciola dei Colli Esini, Frantoio e Leccino) e ben 154 frantoi.

“Le condizioni meteorologiche quasi estive, all’inizio di questo autunno, si inseriscono in un quadro generale che conferma la tendenza al cambiamento climatico – commenta la presidente di Coldiretti Marche Maria Letizia Gardoni -. Soprattutto nell'ultimo anno si è manifestato con la più elevata frequenza di eventi estremi e con l’arrivo di insetti che colpiscono le colture con un danno complessivo nelle campagne italiane stimato in oltre 6 miliardi di euro nel 2023. Pertanto sarà sempre più necessario investire in tutti quegli strumenti utili all'adattamento: nuove e migliori pratiche agronomiche, varietà resistenti, agricoltura di precisione. È necessaria tanta ricerca pubblica e costante formazione degli imprenditori agricoli”. Va da sé che, di fronte al calo produttivo, il prezzo ne risentirà. “Un’annata difficile anche per la produzione di olio extravergine di oliva nella nostra regione –afferma il presidente Coldiretti Macerata Francesco Fucili -. Nella nostra provincia la situazione si presenta a macchia di leopardo per quanto riguarda la "carica" delle olive sulle piante: se nelle zone interne e più in quota la quantità sarà molto bassa, in quelle litoranee e sulla bassa collina si prospetta più abbondante, seppur in calo rispetto alla media. Ma in questi giorni, con temperature miti, la mosca sta attaccando le olive e i produttori (sia in agricoltura convenzionale che in biologico) stanno cercando di fronteggiarla con i trattamenti ammessi dai propri disciplinari di produzione. La qualità dell'olio comunque, vista la loro professionalità, sarà garantita. Forse però il prezzo ne risentirà un po’. L’olio resta uno degli alimenti alla base della dieta mediterranea. Il consiglio quindi è: consumarne poco ma di qualità, acquistandolo appunto direttamente dai produttori e non sugli scaffali dei supermercati magari con prezzi irrisori perché a quel punto non si vuol bene alla propria salute”. Coldiretti raccomanda quindi di fare attenzione all’etichetta e comprare direttamente dagli agricoltori e nei frantoi del territorio, sia per una maggiore sicurezza che per sostenere la filiera.