Arresto, la versione dei testimoni: "Il giovane ha colpito per primo. Era agitato, dava manate ai militari"

Alcuni passanti raccontano la fase precedente al breve filmato che mostra il 23enne fatto salire a forza sulla gazzella. L’avvocato dei carabinieri coinvolti: "La colluttazione è durata ben più a lungo. Vicenda delicata ma siamo fiduciosi".

Arresto, la versione dei testimoni: "Il giovane ha colpito per primo. Era agitato, dava manate ai militari"

Arresto, la versione dei testimoni: "Il giovane ha colpito per primo. Era agitato, dava manate ai militari"

Modena, 16 marzo 2024 – "Quel giovane ha colpito per primo. Era agitato, dava manate ai carabinieri scagliandosi anche contro l’auto di servizio. Dispiace che sia stato reso pubblico solo l’ultimo minuto di quanto accaduto perchè la situazione andava avanti da quasi mezz’ora". Ci sarebbe un antefatto da approfondire sulla vicenda che vede coinvolti due carabinieri di Modena, finiti al centro delle polemiche per l’arresto avvenuto mercoledì mattina davanti al teatro Storchi.

Nel video realizzato da una passante e divenuto subito virale, si vede uno dei due militari mentre prende a pugni uno straniero – un 23enne guineano – per farlo salire a bordo della gazzella. Ma ora sono al vaglio altri filmati per ricostruire quello che è accaduto prima e che racconterebbe una verità diversa. Secondo diversi testimoni, Idrissa Diallo – al contrario di quanto dichiarato "mi hanno colpito senza motivo" – si sarebbe scagliato per primo contro i carabinieri. Ricordiamo che il giovane era senza documenti (circostanza che in assenza di giustificazioni valide, rappresenta un reato), ed è stato intercettato mentre era in attesa dell’autobus in Largo Garibaldi (stava per recarsi al lavoro al ristorante Ci risiamo di San Damaso). Secondo alcuni passanti, che hanno assistito alla scena, Idrissa avrebbe reagito al tentativo di identificazione. "Ero fuori con il cane – spiega Elisa Fangareggi – io e altre persone abbiamo sentito le urla: ci siamo avvicinati e abbiamo visto il ragazzo che picchiava i militari. Dal breve filmato circolato sembra che siano passati da lì e lo abbiano preso a pugni a caso. Ma non è così". "Loro erano sotto lo Storchi e non di fronte – spiega l’avvocato Roberto Valenti – inizialmente abbiamo visto i carabinieri che cercavano di far entrare questo ragazzo in auto. Era molto agitato, dava schiaffi ai carabinieri. Abbiamo anche pensato insieme al gestore di un bar di andare ad aiutare i carabinieri". Un’altra testimone afferma: "Quel video mostra i carabinieri mentre lo mettono in auto ma erano qui da mezz’ora. Abbiamo visto che quel giovane si dimenava in modo incredibile e i carabinieri cercavano di tenerlo fermo. Avevo anche pensato di chiamare io un’altra pattuglia in supporto. Sono state screditate due persone che facevano il loro dovere". Ora nelle mani degli inquirenti ci sarebbero altre immagini che potrebbero permettere di ricostruire l’antefatto e far luce sulla vicenda. Il giovane Idrissa ha ribadito la sua versione, ovvero di non aver fatto nulla e di essere stato aggredito anche in caserma. Ora sta valutando di presentare querela insieme al suo legale, Barbara Bettelli. L’avvocato Valentina Gobbi, del foro di Padova che rappresenta entrambi i carabinieri coinvolti, spiega: "Ci sono immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadina che potranno fornire elementi utili alle indagini: il video riprende infatti solo pochi secondi rispetto a quella che è stata una colluttazione durata ben più a lungo. Cerchiamo di salvaguardare la loro immagine e il loro operato: parliamo di forze dell’ordine. La vicenda è delicata, ha scosso tutti quanti e siamo fiduciosi in merito a quanto emergerà in seguito. Sui social le persone presenti hanno potuto fornire una ricostruzione oggettiva di quanto accaduto: parlavano di carabinieri esasperati dalla situazione, che cercavano di adempiere ad un proprio dovere. Confidiamo nelle immagini che potranno chiarire meglio l’accaduto e nella giustizia". Intanto Luca Marco Comellini, segretario generale del Sindacato dei militari, annuncia l’intenzione di costituirsi parte offesa se le accuse contro i militari intervenuti saranno confermate.