Barozzi, pugno duro. Arriva la sospensione. L’avvocato di Damiano ora ricorrerà al Tar

Il provvedimento è stato notificato ufficialmente nella giornata di ieri . Contestate le parole su perquisizioni e intimidazioni da parte dell’istituto . La punizione non dovrebbe pregiudicare il suo anno scolastico

Barozzi, pugno duro. Arriva la sospensione. L’avvocato di Damiano ora ricorrerà al Tar

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Modena, 9 febbraio 2024 – Annunciatissima, è arrivata la notifica di sospensione per Damiano Cassanelli, lo studente di 18 anni finito nei guai per alcune frasi rilasciate in un’intervista video alla stampa su alcuni problemi della scuola. Il provvedimento è arrivato nella posta elettronica certificata dell’avvocato Stefano Cavazzuti nella giornata di ieri. Il Consiglio di Istituto del Barozzi si è preso tutti i giorni disponibili per eseguire la punizione deliberata. Nelle prossime ore il legale di Damiano, l’avvocato Stefano Cavazzuti, spiegherà le contromosse dello studente. Intanto si procederà, come lo stesso avvocato aveva annunciato nei giorni scorsi, al ricorso al Tar.

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Ma quali sono state esattamente le espressioni che la scuola, o meglio i suoi vertici, non hanno gradito? In attesa di conferme ufficiali, indiscrezioni rimandano alla possibilità che siano stati i riferimenti in particolare al fatto che in occasione dello sciopero gli studenti sono stati perquisiti, ricattati, e intimiditi minacciando un intervento delle forze dell’ordine. Accuse secondo la scuola infondate, ma che il legale di Damiano conferma sulla base di "alcune testimonianze rilasciate per iscritto", come ha detto nei giorni scorsi.

In queste settimane in tanti si sono mobilitati per Cassanelli. La stessa assemblea dei docenti (una sessantina di insegnanti) si è espressa pubblicamente attraverso un ordine del giorno unanime auspicando la revoca immediata del provvedimento e dicendosi "contraria a qualsiasi iniziativa che limita la libertà di espressione e di opinione all’interno della scuola. Siamo convinti che la scuola della Costituzione sia luogo di crescita e di formazione attraverso il confronto dialettico e debba accompagnare i ragazzi educandoli ad interpretare il contesto in cui si trovano, stimolandoli alla cittadinanza consapevole, attiva e all’esercizio del pensiero critico".

Una presa di posizione dell’assemblea diffusa dai sindacati della scuola che hanno segnalato come "il Consiglio di Istituto ha scavalcato il Consiglio di classe" che si era espresso contro la sospensione. Del Consiglio di classe fanno parte tutti i docenti della classe interessata, del Consiglio di istituto (organo eletto) fa parte invece il preside, rappresentanti dei docenti, personale Ata, studenti e genitori.

Il caso è finito in Parlamento. Proprio nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha risposto alla Camera a un question time precisando che il Ministero non ha "alcun potere di ingerenza, potendo solo fornire gli elementi informativi acquisiti, per l’occasione, per il tramite dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna". Il ministro ha solo riferito che lo studente è stato punito perché la scuola "nella composizione del Consiglio di Istituto, ha riteuto che la condotta posta in essere dallo studente abbia comportato una grave violazione del proprio Regolamento d’Istituto". Come unico atto di indulgenza, ci sarebbe stata la decisione di limitare al massimo i giorni di sospensione (12 invece degli oltre 15 giorni possibili in questi casi) per evitare di perdere l’anno.