DOPO le nuove e sconvolgenti intercettazioni della procura di Reggio Emilia, che indaga sulla vicenda ‘Angeli & Demoni’ degli affidi illeciti, relative, questa volta, al caso di una coppia di mamme affidatarie che rimproveravano aspramente la bambina avuta in affido dai servizi sociali di Bibbiano in quanto si rifiutava di scrivere sul diario di abusi sessuali mai subiti dai genitori naturali, l’inquietante intreccio con la vicenda pedofili della Bassa modenese si arricchisce di un nuovo capitolo. I consiglieri dell’Unione Area Nord (Ucman) Antonio Platis e Mauro Neri (FI), infatti, hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti e una segnalazione alle Procure, di Modena e Reggio, per quello che...

DOPO le nuove e sconvolgenti intercettazioni della procura di Reggio Emilia, che indaga sulla vicenda ‘Angeli & Demoni’ degli affidi illeciti, relative, questa volta, al caso di una coppia di mamme affidatarie che rimproveravano aspramente la bambina avuta in affido dai servizi sociali di Bibbiano in quanto si rifiutava di scrivere sul diario di abusi sessuali mai subiti dai genitori naturali, l’inquietante intreccio con la vicenda pedofili della Bassa modenese si arricchisce di un nuovo capitolo.

I consiglieri dell’Unione Area Nord (Ucman) Antonio Platis e Mauro Neri (FI), infatti, hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti e una segnalazione alle Procure, di Modena e Reggio, per quello che definiscono «un affidamento mascherato dell’Ucman, datato 3 luglio 2019, ben sette giorni dopo la sconvolgente inchiesta di Reggio Emilia con l’arresto del sindaco di Bibbiano, dello psicoterapeuta Claudio Foti, a capo, assieme alla moglie Nadia Bolognini del centro Hansel e Gretel di Torino».

Ed è proprio il nome della Bolognini che lega a doppio filo la Bassa con Reggio. «Il 3 luglio scorso – denunciano Platis e Neri – l’Ucman affidava a Nadia Bolognini, già agli arresti domiciliari, un incarico ‘mascherato’, vale a dire tramite una casa famiglia, alla tariffa di 170 euro l’ora, ben 35 euro in più rispetto a quella praticata dal centro ‘La Cura’ di Bibbiano. La determina dei Servizi Sociali di Mirandola – spiegano i consiglieri – è stata varata mentre la psicologa Bolognini era ai domiciliari. Uno scandalo».

Novità, quest’ultima, emersa dall’accesso agli atti finalizzato a capire come e perché una ragazzina di Mirandola, tolta ai genitori naturali, fosse finita proprio a Bibbiano, seppur residente a Parma «in quanto – sottolineano i due esponenti – nella determina 506 del 3 luglio l’Ucman ha omesso di mettere nero su bianco il ‘pasticcio’ di affidare sottobanco l’incarico a una psicologa privata».

Nel documento scovato da Forza Italia è riportata la seguente affermazione su carta intestata di una onlus: «La Comunità familiare ‘X’ si rende disponibile a intervenire come intermediaria rispetto al pagamento della psicoterapia privata per la minore in oggetto ai fini di garantire la continuità terapeutica. Costo psicoterapia Nadia Bolognini 510 euro totali, composti da 500 euro più 2% di previdenza psicologi. Due interventi mensili di 90 minuti a Reggio Emilia

presso studio privato».

Il 3 luglio l’Ucman approva di aumentare la retta da 110 euro al giorno a 127 euro in favore della casa famiglia. Incremento che, secondo i consiglieri, serviva a coprire l’incarico alla Bolognini.

Il presidente dell’Unione Area Nord Luca Prandini dichiara che

«a breve faremo una commissione consiliare e valuteremo le eventuali responsabilità dei singoli operatori. Tuttavia, la delega ai servizi sociali è del sindaco di San Felice Michele Goldoni, che dovrà spiegare la cosa».

IL CENTRODESTRA, intanto, punta il dito contro il Pd: «La determina 2019 è figlia di una delibera di giunta datata 2017 dell’Unione a unica firma Pd» commentano Platis e Neri. Per i due consiglieri «è stato aggirato il codice degli appalti. C’è da chiedersi se altre volte siano stati mascherati affidamenti diretti. Il segretario dell’Unione e il ragioniere capo sono sicuri dei visti di regolarità tecnica dati sugli atti? Il revisore dei conti cosa intende fare? E i vertici dell’Ausl di Modena che hanno pagato metà delle spese erano consapevoli? Valuteremo una ad una le pratiche dal ‘96 ad oggi per controllare cosa hanno fatto i servizi sociali di Mirandola».