Niente multa agli accompagnatori Liberi di entrare di notte nella Ztl "Così le donne sono al sicuro"

Rincasare in sicurezza, Modena utilizza da anni un sistema sempre più apprezzatto dai cittadini. Basta segnalare online il transito, anche nelle 48 ore successive. Spid obbligatoria anti furbetti .

di Vincenzo Malara

Centro storico, notte fonda. Tutto tace, le strade sono (apparentemente) deserte. Per arrivare a casa sono sufficienti cinque minuti a piedi, ma basta un incontro sbagliato per rimanere traumatizzate per sempre. A Modena sono in media cinque le donne che ogni giorno, temendo per la propria incolumità, chiedono a un conoscente di accompagnarle in auto sotto la loro abitazione nel cuore cittadino, anche se il conducente è sprovvisto di permesso per accedere all’area Ztl.

Nessuna violazione, tutto regolare, le sentinelle elettroniche – gli inflessibili city-pass pronti a multare chiunque entri in centro senza autorizzazione – sono pronte (è il caso di dirlo) a chiudere un occhio grazie al servizio ad hoc attivato dal Comune di Modena, addirittura quindici anni fa. Nello specifico, per ottenere il permesso di accompagnare a casa una donna sola senza incappare nella famigerata sanzione è sufficiente, tramite una procedura online, comunicare alla polizia municipale il transito in Ztl prima dell’ingresso o entro le 48 ore successive al passaggio. L’iter, velocissimo, è a prova di ‘furbetti’, con tanto di Spid obbligatoria e la registrazione di tutti i dati necessari ad identificare accompagnata e accompagnatore. A monitorare il corretto uso del servizio – attivabile tra le 20 e le 6 del mattino - ci sono anche le telecamere della videosorveglianza comunale, che vigilano sul transito dei mezzi autorizzati, accertando inoltre che auto e moto non procedano sulle ‘corsie riservate’, a meno che le donne non siano residenti o domiciliate in questi particolari punti del centro storico.

Il servizio, lanciato dall’Amministrazione modenese proprio per aumentare la sicurezza delle cittadine che rientrano a casa di notte ed evitare così aggressioni, si dimostra vincente, come confermano i numeri più recenti diffusi nei giorni scorsi: nei primi sette mesi di quest’anno, infatti, sono stati quasi 1200 (1169 per l’esattezza) i permessi concessi dal Comune di Modena per questa tipologia di richiesta, 167 di media ogni mese, 5,5 su base quotidiana. Il fenomeno ha raggiunto il picco tra 2015 e il 2016, quando la media aveva sfiorato quota 8 autorizzazioni a notte dopo un incremento progressivo avviato nel 2012 (1.432 permessi, poi 2.159 nel 2013 e 2.479 nel 2014). Dopo il calo dovuto al periodo del Coronavirus, la ripresa delle richiesta nel 2023 è netta, segno di come il servizio sia diventato una delle ‘armi di autodifesa’ più apprezzate dalle donne modenesi che vivono in centro e non hanno la possibilità di parcheggiare sotto casa.

"Si tratta di un’opportunità molto semplice e di facile utilizzo, che consente di superare il timore di rincasare sole di notte – spiega l’assessore al Centro Storico del Comune di Modena, Andrea Bosi -. È un servizio attivo da anni che è giusto far conoscere ancora meglio". Insomma, dove non arrivano le telecamere e le forze dell’ordine, a Modena esiste una sorta di ‘corridoio invisibile’ che, al pari di altri mezzi di prevenzione non sempre funzionali e puntuali, garantisce di raggiungere senza (incontri) imprevisti la propria abitazione, in un periodo storico in cui la sicurezza nei centri cittadini appare più fragile che mai.