Picchiata a 15 anni da coetanee, la rabbia della madre: "Ha rischiato molto, ora è sotto choc"

La donna è sconvolta e spiega che sporgerà denuncia: "Superato il limite Schegge di vetro potevano finirle nell’occhio. Sono corsa da lei nel panico"

Pestata a 15 anni da un branco di ragazzine: i lividi all'orecchio e i capelli strappati a ciocche

Pestata a 15 anni da un branco di ragazzine: i lividi all'orecchio e i capelli strappati a ciocche

Modena, 21 marzo 2024 – E’ sconvolta e amareggiata la mamma della 15enne di Fabbrico che è stata picchiata da tre coetanee di Suzzara nel parcheggio dietro a viale Ariosto a Carpi. Sotto choc per quanto accaduto alla figlia e delusa per il clima di violenza che si respira anche tra le ragazze giovani.

Signora, come sta sua figlia?

"E’ a casa, per fortuna, e per quindici giorni deve restare sotto osservazione. La tac che le hanno fatto in ospedale non ha evidenziato lezioni. Però ha molto dolore alla testa. In pronto soccorso, mentre le accarezzavo i capelli, mi restavano in mano intere ciocche, dalla violenza con la quale le sono stati tirati. A livello psicologico, è sotto choc e smarrita".

Come sono andate le cose?

"Mia figlia frequenta la seconda in un istituto superiore a Carpi. La sua migliore amica, sempre di Fabbrico, aveva discusso con una ragazza di Suzzara di un anno in più perché aveva scritto all’ex fidanzato di quest’ultima. Visto che per messagio non si capivano, l’altra ragazza ha proposto un incontro ‘chiarificatore’: la sua amica aveva paura e ha chiesto a mia figlia di accompagnarla. Così martedì pomeriggio hanno ripreso il treno a sono tornate a Carpi: all’incontro però si sono trovate di fronte tre ragazze (due conosciute di vista, la terza no) di Suzzara, e non solo l’ex del ragazzo".

La lite è degenerata presto in aggressione: come mai?

"Il clima si stava scaldando: mia figlia ha cercato di dividere le due ‘contendenti’, dicendo ‘state calme, non urlate, la gente ci guarda’. Si sono accanite contro di lei, hanno iniziato a picchiarla, con pugni, calci, le hanno tirato i capelli, lei ha cercato di difendersi come poteva, poi una ha tirato fuori una bottiglia mezza piena di birra e gliela ha data più volte in testa fino a romperla".

Poi come si sono messe in salvo?

"Per fortuna sono passati due uomini che hanno cercato di dividere il gruppo, e allertato i soccorsi e le forze dell’ordine. Proprio di fronte a dove è avvenuta l’aggressione c’è una farmacia: la titolare, la dottoressa Di Iorio, è stata gentilissima e premurosa e ha prestato i primi soccorsi a mia figlia, medicandola e le sono molto grata. Poi sono arrivati l’ambulanza, i carabinieri e la polizia locale. Io ho preso la macchina e sono subito venuta a Carpi, in preda al panico".

In pronto soccorso come è andata?

"Sia le forze dell’ordine che i medici ci hanno detto che è stata fortunata, che ha rischiato molto, perché un vetro della bottiglia poteva finirle nell’occhio o subire traumi maggiori alla testa".

Lei ha deciso di presentare denuncia

"Sì, è troppo grave quello che è successo. Posso capire che tra ragazze ci siano delle incomprensioni, specie quando ci sono ragioni sentimentali di mezzo, ma qui si è passata la decenza, il limite".

C’è un appello che vuole fare?

"Mi rivolgo ai genitori: parlate ai vostri figli. Anche di episodi terribili come questo. E se notate qualcosa di strano, non abbiate paura a denunciare.

Inoltre, mi aspetto delle scuse da parte delle famiglie delle ragazze che hanno picchiato mia figlia".