Tumore al colon, l’intervento  è avvenuto al Policlinico
Tumore al colon, l’intervento è avvenuto al Policlinico

Modena, 4 febbraio 2019 - Il nome è da addetti ai lavori: dicito-riduzione chirurgica associata a chemio-ipertermia intraperitoneale (Hipec), ma il risultato è alla portata di tutti perché tocca le corde profonde del cuore, dove la scienza e l’imponderabile si incontrano. È stato grazie alla professionalità di un’equipe di medici altamente specializzata del Policlinico che una ragazzina di appena quattordici anni ha potuto ritrovare il sorriso e la speranza dopo una seria patologia che l’aveva colpita tre anni fa, un carcinoma al colon.

Nel 2016, appena dodicenne, era arrivata a Modena dove era stata operata per la rimozione del tumore e successivamente sottoposta a cicli di chemioterapia. Dopo un anno, però, la malattia si era ripresentata, questa volta con metastasi ad entrambe le ovaie e al peritoneo; un quadro, secondo gli stessi medici, per nulla favorevole. E così si era ricominciato da capo, l’unico modo per estirpare la malattia era tornare in sala operatoria. Due equipe, quella di Chirurgia Generale d’Urgenza e Oncologica, diretta dalla professoressa Roberta Gelmini, e quella di Chirurgia Pediatrica, diretta da dottor Pier Luca Ceccarelli, avevano unito le forze svolgendo il primo intervento in Italia su una paziente pediatrica effettuato con una tecnica molto complessa e oggi, a distanza di un anno, la giovane paziente sta bene, è libera dalla malattia e ha potuto riprendere una vita normale.

«Il peritoneo – spiega la professoressa Roberta Gelmini – è poco sensibile alla chemioterapia in quanto scarsamente irrorato dai vasi, che trasportano il farmaco. Per questo motivo in molti casi la prognosi in assenza di rimozione chirurgica è davvero infausta. Una ventina di anni fa è stato sviluppato un trattamento che si basa sulla combinazione tra due azioni, l’intervento demolitivo che mira a rimuovere il peritoneo e tutta la malattia visibile ad occhio nudo. Terminato l’intervento, sempre in sala operatoria, il paziente viene trattato con la chemio-ipertermia intraperitoneale ad alta temperatura (Hipec). Ad oggi, compreso quello sulla giovane paziente, abbiamo effettuato 30 interventi. Di questi in 25 si è ottenuta una completa citoriduzione. In una paziente di quattordici anni, questo intervento ha presentato una serie di problematiche, relative al dosaggio dei farmaci da utilizzare, al protocollo anestesiologico e più complessivamente alla gestione intra e postoperatoria legate alla giovane età della paziente ed al difficile percorso terapeutico, che sono state brillantemente risolte grazie alla fattiva collaborazione di tutti i professionisti coinvolti».

«Su un paziente pediatrico– spiega il dottor Pier Luca Ceccarelli – questo tipo di intervento è decisamente eccezionale, sia per la rarità delle indicazioni sia perché questa, come altre metodiche, ad oggi non fa parte del classico bagaglio tecnico-professionale del chirurgo pediatra: ma presso la nostra azienda, ormai da alcuni anni, si è consolidata un’importante collaborazione con l’equipe della Chirurgia generale».

Il decorso operatorio della ragazzina fanno sapere dall’ospedale era andato benissimo, dopo 14 giorni dall’intervento era potuta tornare a casa e riabbracciare di nuovo la vita