Sessismo all’Accademia militare di Modena, ecco come l’ufficiale minacciava e insultava le soldatesse

Tenente colonnello indagato anche per violenza privata e stalking: "Lavate i genitali dei cavalli". Undici le vittime di vessazioni, nessun cadetto coinvolto. La difesa: tutto falso, si è sempre speso per tutti. L’Esercito: tolleranza zero nel perseguire comportamenti inaccettabili per la forza armata

L’interno dell’Accademia militare di Modena. A destra, il tenente colonnello Giampaolo Cati

L’interno dell’Accademia militare di Modena. A destra, il tenente colonnello Giampaolo Cati

Modena, 25 gennaio 2024 – Sei grassa, devi dimagrire". "Voi giù siete calde vero?" e ancora: "Tu non sai di cosa sono capace io. Io se voglio una persona la faccio impazzire fino al congedo, se voglio far male ad una persona io la distruggo attaccandomi al collo senza dargli respiro". Avrebbe generato un clima di terrore all’interno delle scuderie ma le accuse nei suoi confronti ‘parlano’ anche di sessismo, avance sessuali, body shaming, minacce, stalking. A rischiare il processo per stalking e violenza privata – aggravati dall’abuso dei poteri e di autorità –, ma anche minaccia è il tenente colonnello Giampaolo Cati, 45 anni, a capo del centro ippico militare della prestigiosa Accademia di Modena.

La procura ha notificato all’ufficiale e alle presunti parti offese nel procedimento la chiusura delle indagini. Si attende ora la richiesta di rinvio a giudizio, con la fissazione dell’udienza. A denunciare l’uomo sono stati undici militari, palafranieri delle scuderie, ovvero soldati, caporal maggiori e sergenti, di cui quattro donne che si sono rivolte alla scala gerarchica facendo presente condotte moleste e vessatorie nei loro confronti. Otto delle presunte vittime (due, per questi fatti, si sarebbero nel frattempo congedate) sono assistite dall’avvocato Massimo Strampelli, che aveva già seguito il caso di ‘nonnismo’ denunciato all’Aeronautica di Latina, subito da un’ex allieva ufficiale.

I militari in ferma prefissata o in servizio permanente - quindi entrati in servizio a seguito di concorso - sarebbero stati sottoposti a punizioni e vessazioni durate anni, fino al 2021. Nessun cadetto risulta coinvolto. È stato lo stesso comandante dell’Accademia militare di Modena, generale di Divisione Davide Scalabrin a trasmettere l’informativa alla procura di Modena e, per competenza, alla procura militare di Verona. L’Accademia militare è da sempre particolarmente attenta a questi fenomeni. E l’Esercito annuncia, in una nota, "tolleranza zero nel perseguire comportamenti inaccettabili per la forza armata".

Quanto ai fatti di Modena, giovani soldati vessati avevano trasmesso una serie di relazioni di servizio, nel 2021 al comandante del reparto Comand o. A quel punto sono scattate le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Francesca Graziano . Secondo le accuse mosse dagli undici soldati, l’ufficiale li avrebbe offesi di continuo e senza alcuna ragione, costringendoli a turni straordinari, contattandoli anche di notte per redarguirli senza motivo. Le donne sarebbero state insultate per il loro aspetto fisico e sottoposte a battute a sfondo sessuale. Tra le punizioni rivolte alle donne quella di lavare frequentemente i genitali dei cavalli. "Devi restare nel maneggio così mi rifaccio gli occhi", avrebbe detto ad una soldatessa mentre avrebbe minacciato altri giovani di ostacolare la loro carriera militare. L’ufficiale è difeso dagli avvocati Guido Sola e Francesca Romana Pellegrini: Si sta parlando dI un ufficiale pluridecorato, con un curriculum vitae importante e un fascicolo matricolare impeccabile che sempre si è speso in favore dei propri soldati".

Esercito: tolleranza zero nel perseguire comportamenti inaccettabili per la forza armata

In relazione alla notizia relativa alla conclusione delle indagini, aperte nei confronti di un Ufficiale in servizio presso l’Accademia Militare di Modena, indagato per presunto “sessismo e body shaming”, l’Esercito precisa che è stato il Comandante dell’Istituto, a seguito di segnalazioni interne, ad inviare immediatamente la comunicazione di presunto reato alla Procura Militare, a seguito della quale l’Ufficiale è stato avvicendato in qualità di Capo Centro Ippico. L’Esercito, ritenendo molto gravi le ipotesi di reato al vaglio delle autorità competenti, promuoverà ogni azione consentita dalla legge per tutelare l'immagine della Forza Armata.