Negli Usa una serie tv sulla città. Dallo "zest" di Bottura alla lirica: "Modena è una perla nascosta"

Da stasera i nostri tesori saranno raccontati a 60 milioni di telespettatori in ’Dream of Italy’. L’ideatrice Kathy McCabe: "Qui accoglienza calorosa, ottimo cibo e grande senso di comunità".

Kathy McCabe tra Lara Gilmore e Massimo Bottura
Kathy McCabe tra Lara Gilmore e Massimo Bottura

Modena, 5 gennaio 2204 – "Modena is like a gem, è come una gemma, una perla nascosta che si rivela agli occhi del visitatore", racconta Kathy McCabe, giornalista, esperta di viaggi e conduttrice popolarissima negli Stati Uniti che da stasera accompagnerà 60 milioni di telespettatori americani alla scoperta della nostra città. Proprio oggi tutte le stazioni della Pbs (Public broadcasting service), il network pubblico statunitense, trasmetteranno infatti il primo dei due episodi della serie "Dream of Italy" dedicati a Modena. "Inizialmente avevo pensato a una puntata, ma Modena mi ha accolto con così tante sorprese e tanta bellezza che ho deciso di raddoppiare: venerdì 12 il secondo episodio", anticipa Kathy. Originaria del New Jersey, la giornalista da qualche anno vive in Colorado, "ma trascorro diversi mesi all’anno proprio in Italia", spiega: il suo programma "Dream of Italy" (che potremmo paragonare ai nostri "Sereno variabile" o "Linea verde") conduce i telespettatori da nord a sud nel Belpaese, ed è collegato a un sito internet con newsletter ricco di consigli di viaggio e a una rivista pubblicata già da diversi anni. Le puntate modenesi di "Dream of Italy" – con riprese curate e un montaggio coinvolgente – sono state girate tra febbraio e maggio dell’anno scorso. La prima sarà incentrata soprattutto su Massimo Bottura e la sua filosofia in cucina, con una passeggiata anche al Mercato Albinelli (ci saranno anche i Pavironici) e una corsa sulla Ferrari dello chef, mentre la seconda porterà gli spettatori anche al teatro Comunale Pavarotti Freni, dove Kathy MaCabe ha incontrato anche il direttore Aldo Sisillo e il maestro Leone Magiera, e alla Casa museo Pavarotti.

Kathy, come è nata questa passione per l’Italia?

"Perché io ho radici italiane. La famiglia di mia mamma era di Castelvetere sul Calore, un bellissimo borgo dell’Irpinia, dove sono tornata qualche anno fa. E io adoro gli italiani: ovunque mi sembra di stare in famiglia, fra parenti, la gente è calorosa, generosa, e ti senti sempre il benvenuto. In Emilia Romagna, poi, questa accoglienza è ancor più speciale: già avevo dedicato una puntata a Bologna, e a Modena ho trovato ancor più affetto".

Cosa propone in "Dream of Italy"?

"In ogni puntata cerchiamo di mostrare esperienze autentiche, la cultura dei luoghi, la real life, la vita vera".

E come è arrivata a Modena?

"Sono stata attratta dalla cucina di Massimo Bottura, chef numero uno al mondo. Volevo conoscerlo e già prima della pandemia una mia amica mi mise in contatto con sua moglie Lara. Lo scorso anno finalmente a Modena ho trascorso alcuni giorni con Massimo, Lara, la famiglia, i ragazzi che lavorano con loro. Sono stata all’Osteria Francescana e a Casa Maria Luigia, ma anche al Cavallino a Maranello e al Tortellante. È stata un’esperienza indimenticabile. E con Massimo ci siamo trovati subito in sintonia, soprattutto quando ci siamo messi a parlare delle nostre mamme".

Cosa ammira di Bottura?

"La sua capacità di custodire la tradizione e al contempo essere sempre proiettato nel futuro, sempre in evoluzione, il suo zest for life, l’entusiasmo, la gioia di vivere. Una fonte di ispirazione".

E di Modena cosa l’ha colpita?

"La città, la sua storia, la sua gente, la sua dimensione davvero a misura d’uomo. In un talk show, Adam Driver ha detto di essere rimasto sorpreso dalla luce di Modena, mentre girava il film Ferrari: è stato così anche per me. In Italia ci sono località turistiche meravigliose e famose ma molto affollate, Firenze, Venezia, anche Napoli. A Modena il visitatore ancora può apprezzare il clima raccolto, la possibilità di passeggiare tranquillamente, di dedicarsi del tempo. E poi il cibo: ovunque andassi, c’erano Parmigiano Reggiano e aceto balsamico. Straordinari".

E la musica...

"Certo, la lirica, Pavarotti, Freni: credo che nessuno possa venire in Italia senza andare almeno una volta all’opera. Mi ha colpito apprendere che l’Emilia Romagna è la regione italiana con la maggior concentrazione di teatri d’opera".

Cosa apprezzano gli americani dell’Italia?

"Soprattutto il senso di comunità che, mi creda, da noi non è sempre così forte. Qui negli States non esistono le piazze, non c’è la stessa capacità di stare insieme. E quando gli americani arrivano in Italia, notano subito la differenza".

Tornerà?

"Di sicuro. Anzi, le confido che sto facendo le pratiche per ottenere la cittadinanza italiana. E ci rivedremo anche a Modena".