Come cambia il mercato di Pesaro: la rivoluzione del San Decenzio

L’alimentare unito agli altri articoli. Le rivendite del cibo hanno lasciato l’area dietro il tribunale e sono state trasferite nel parcheggio più grande. Valerio Tamburini, referente ambulanti, è soddisfatto: "Due settori nello stesso posto giovano a tutti"

Alcuni ambulanti con l’assessore Francesca Frenquellucci (al centro) e Davide Ippaso (ultimo a destra) di Confesercenti

A sinistra, alcuni ambulanti con l’assessore Francesca Frenquellucci (al centro) e Davide Ippaso (ultimo a destra) di Confesercenti, a fianco altri ambulanti dell’agroalimentare trasferitisi ieri

Pesaro, 21 febbraio 2024 – Come se fosse diventato un supermercato all’aperto, il San Decenzio ha finalmente visto l’unirsi dei due settori di mercato che da sempre hanno contraddistinto il martedì mattina di Pesaro: quello agroalimentare, che finora era localizzato in piazza Bachelet, e quello relativo ad abbigliamento e artigianato, nel parcheggio del San Decenzio. Un matrimonio, questo, di cui si richiedeva la "celebrazione" da tanto tempo, sia da parte degli esercenti e degli ambulanti, sia da parte dell’amministrazione comunale.

“In ogni mercato italiano, queste due realtà sono unificate – spiega Valerio Tamburini, referente degli ambulanti del San Decenzio, che dunque conosce tutte le dinamiche commerciali dell’area alla perfezione –. Questo è un grande passo per la nostra economia, perché avere questi due mercati nello stesso posto vuol dire che tutti ne gioviamo. Una persona, per esempio, dopo aver comprato due chili di verdure, può passeggiare anche in mezzo ai vestiti e continuare con lo shopping, e viceversa. Inoltre, questo vuol anche mostrare come le nostre attività, sebbene in ambiti differenti, non siano distanti: siamo tutti imprenditori e questa unificazione vuol dimostrare che possiamo sostenerci e darci una mano a vicenda. Personalmente – conclude Tamburini – poi, ho sempre fatto la spesa per frutta e verdura al mercato, ora che ce li ho di fianco sarà anche più facile".

Sin da ieri, infatti, moltissime persone si sono ritrovate a camminare tra giacche e pomodori, ognuno cercando il proprio ambulante di fiducia. Infatti, dopo un breve "smarrimento", per riuscire a ritorvare la bancarelle di fiducia dopo il trasloco, tutto è andato per il meglio.

"È stato uno spostamento che abbiamo fortemente voluto, grazie anche al dialogo con l’assessore Frenquellucci – spiega Davide Ippaso, direttore generale Confesercenti Pesaro e Urbino –. Prima di tutto perché volevamo riportare in auge il vero significato di mercato, quello che era una volta, ossia con frutta e verdura, in primis, assieme agli altri articoli. In secondo luogo, perché questo è un grande incentivo per le attività di questi ambulanti. Vedere che comunque – aggiunge Ippaso – nella mattinata, c’è stata moltissima gente che è arrivata per fare le loro compere è sicuramente un bene, fa sperare in una buona entrata economica per tutti gli stand, cibo e non".

Ma cosa ne rimane, quindi, di piazza Bachelet, ora che si è svuotata di tutti quei gazebi gastronomici? "Sarà nostra premura organizzarci per poter creare dei parcheggi con disco orario che possano essere usati dalla clientela nelle giornate di mercato – spiega Francesca Frenquellucci, assessore all’innovazione e partecipazione –. Con l’assessore Belloni, infatti, stiamo già lavorando per poter permettere a tutti quelli che vengono al mercato soste gratuite di 90 minuti, al fine di riuscire a completare le loro compere senza la paura di multe o limitazioni. Questo è un grande passo avanti per la città, che finalmente rivede un mercato come si deve, ben organizzato e unito".

Insomma, parecchia tranquillità anche dalle attività, le quali hanno trovato il loro spazio all’interno del San Decenzio, con l’aggiunta di qualche nuovo vicino.