Banda del carburante: "È pentito". Scarcerato

Libero, con obbligo di dimora a Cervia, uno dei dipendenti di Petra. Era il solo ad avere parlato, ammettendo tutto. Gli altri preparano il riesame

Banda del carburante: "È pentito": scarcerato
Banda del carburante: "È pentito": scarcerato

Cervia (Ravenna), 13 febbraio 2024 – È uscito dal carcere libero uno dei dipendenti di Petra, arrestati lo scorso 31 gennaio per il furto di carburante in associazione con alcuni autotrasportatori e un benzinaio. Indagato per furto pluriaggravato e violazione della normativa fiscale sulle accise, al 58enne è stata applicata una misura cautelare meno gravosa, come richiesto dai suoi difensori, avvocati Silvia Brandolini e Paola Emilia Bellosi.

Su cinque coinvolti, si tratta del solo che aveva scelto di rispondere alle domande del Gip durante due successivi interrogatori di garanzia: il primo per contestare il furto di 4000 litri che aveva determinato l’arresto in flagranza e il secondo relativo anche a contestazioni di colpi precedenti. Con l’ultimo interrogatorio – spiega il giudice Corrado Schiaretti nell’ordinanza di sostituzione della misura cautelare – il dipendente ha ammesso tutte le proprie responsabilità, chiarendo anche alcuni dei punti rimasti oscuri in precedenza, quindi "dimostrando un inizio di resipiscenza".

Nel primo interrogatorio, infatti, lo stesso aveva ritagliato per sé un ruolo di gregario, cosa che non aveva convinto il Gip. Il quale ora, ha motivo di ritenere che per l’uomo, alla prima esperienza carceraria, il pur breve periodo di custodia cautelare sofferto abbia prodotto un sufficiente effetto deterrente.

La misura del carcere è stata sostituita con quella dell’obbligo di dimora nella sua residenza, con la prescrizione di non lasciarla in orario serale e notturno, dalle 20 alle 7. Gli altri quattro indagati – un secondo dipendente Petra, due autotrasportatori e il titolare di un distributore di carburanti di Alfonsine – per ora restano in carcere. Negli interrogatori, per motivi di strategia difensiva, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. I loro legali – avvocati Luigi Filippo Gualtieri, Stefano Dalla Valle, Domenico Serafino, Anna Maria Spada e Sandra Vannucci – hanno presentato o si apprestano a presentare istanza di riesame al tribunale delle libertà di Bologna.

Finora le indagini di Guardia di Finanza e Ufficio delle dogane hanno portato ad accertare un totale di otto furti, attraverso un sistema ingegnoso messo a punto dalla banda, per complessivi 43mila litri di gasolio sottratti alla Petra, dove i vertici aziendali si erano però accorti fin da subito di quanto stava accadendo.

l. p.