Allerta meteo e nuovo blocco dei treni sulla Marradi-Faenza, i sindaci: “Disagi enormi”

Dopo messi di stop a causa del rischio geologico, la tratta era stata riaperta il 27 dicembre ma il blocco è tornato già il 6, 7 e 8 gennaio. I primi cittadini: “Serve un cronoprogramma dei lavori di ripristino”

La ferrovia Faentina e i sindaci delle zone interessate

La ferrovia Faentina e i sindaci delle zone interessate

Faenza (Ravenna), 8 gennaio 2024 - Nel rendersi conto delle difficoltà create da una situazione ancora critica nonché della possibilità che da un momento all'altro la circolazione ferroviaria possa venire sospesa, i sindaci di Borgo San Lorenzo, Marradi, Brisighella e Faenza chiedono ancora una volta, dopo averlo fatto per mesi a tutti i tavoli istituzionali, un definitivo cronoprogramma dei lavori di ripristino delle aree ancora a rischio geologico, e la loro rapida e completa esecuzione.

Non usano mezzi termini i primi cittadini dopo il nuovo blocco dei treni, a seguito di un'allerta meteo,  lungo la tratta Marradi-Faenza a seguito dell’allerta meteo. Tratta la cui riapertura (avvenuta lo scorso 27 dicembre scorso dopo mesi di stop causati dalle frane di maggio tra Marradi e Brisighella) era stata dagli stessi accolta positivamente.

Già sabato 6 e domenica 7, però, e di nuovo oggi, lunedì, l'allerta meteo arancione in Emilia-Romagna (area di riferimento per l'Alto Mugello) e il sistema di sensori Sanf sulle frane ancora attive, hanno imposto un nuovo blocco della circolazione dei treni verso Faenza.

Per i sindaci, l’eccezionalità del quadro avrebbe dovuto suggerire ai soggetti decisionali (Rfi, Trenitalia, Regione Toscana) di organizzare non solo una tempestiva, chiara, ed efficiente catena di comunicazione dei provvedimenti che via via si fossero resi necessari, ma soprattutto, come previsto dagli accordi con i Comuni, una immediata predisposizione dei mezzi sostitutivi dei treni, essenziale per non trasformare la precarietà del trasporto in un perenne stato di emergenza, a danno dei cittadini-utenti.

Quello che sta avvenendo in queste ore dimostra purtroppo che così non è. Né sabato 6, né domenica 7, né, soprattutto, oggi, con la ripresa delle scuole e della piena attività lavorativa da parte dei pendolari, la filiera della comunicazione ha funzionato come avrebbe dovuto, e sulla tratta i disagi sono stati enormi.

La sospensione dei treni è stata comunicata solo a ridosso del blocco, con dettagli reperibili per lo più attraverso canali informali (tam-tam fra cittadini, gruppi social), ma il vero disastro è stato registrato sul fronte dei mezzi alternativi, a causa di bus insufficienti per numero, in partenza - spesso in fermate diverse dalle stazioni - con orari sfalsati rispetto a quelli dei treni soppressi, col risultato che molte persone sono state lasciate a terra. Alla luce di tutto questo, e temendo, data la stagione, che disagi del genere diventino la norma, i sindaci ribadiscono quanto più volte fatto presente ai loro interlocutori istituzionali, e cioè che sono assolutamente necessarie: l’immediata revisione dell'organizzazione del monitoraggio, dell'allerta e della trasmissione delle informazioni ai territori, con la predisposizione di canali e strumenti più adatti (anche tramite app) alla eccezionalità della situazione; - la tempestiva offerta di una mobilità alternativa davvero rispondente alle necessitò degli utenti.