Migranti sbarcati a Ravenna, viaggio di paura e speranza: "I bambini? Terrorizzati"

È sbarcata anche una coppia che si era sposata da poco: raccolti i soldi per il viaggio grazie al matrimonio: "Quando stavamo arrivando e hanno visto la costa, a tutti sono venuti gli occhi lucidi"

Ravenna, 25 settembre 2023 – "Quando giovedì scorso sono stati soccorsi nelle acque internazionali davanti alla Libia, erano terrorizzati, ma i bambini recuperano in fretta e una volta a bordo, dopo aver capito che erano salvi, gli è tornato il sorriso". Sauro Forni è un infermiere della Life Support, la nave di Emergency arrivata oggi al terminal di Porto Corsini con 28 migranti. Dopo le operazioni di attracco sono saliti a bordo i medici degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), quindi i migranti hanno cominciato a scendere, a gruppetti.

Intanto parte dell’equipaggio, dal ponte, osservava sulla banchina autorità, forze dell’ordine, mediatori culturali, volontari. Tutti ad aspettare lo sbarco. La prima a scendere è stata una famiglia: i genitori e quattro bambini piccoli, cinque, sei anni al massimo. Muniti di mascherine e cuffie in testa si sono prima guardati attorno, qualcuno sorrideva. Poi si sono girati verso la nave per salutare con la mano, hanno risposto con un sorriso a chi li guardava dalla banchina. Sono stati i primi a partire con il pulmino più piccolo. Ad aspettare gli altri è rimasto il mezzo più grande.

Una bimba sbarcata a Ravenna
Una bimba sbarcata a Ravenna

"Quando li abbiamo trovati – continua Sauro Forni – erano al limite delle forze e affamati. Saliti a bordo c’è stato un momento di entusiasmo, anche chi stava male si è ripreso perché la gioia era tanta. C’era anche una donna di settant’anni cardiopatica". Una signora minuta, che è scesa dalla nave lentamente, tenendosi al braccio di un operatore. Poi è toccato a tre uomini, tra cui due fratelli, il più giovane stretto al più grande, forse per paura di perderlo. Un ragazzo, sulla scaletta, ha guardato l’equipaggio e si è toccato il cuore con la mano, poi si è diretto verso l’’autobus. Sono arrivate anche due coppie, una delle quali appena sposata. "Sono siriani – racconta Emanuele Nannini, capomissione della Life Support – e il matrimonio è stato l’occasione per raccogliere il denaro e pagare il viaggio. Quando abbiamo trovato queste persone il motore del loro gommone di 6 metri non funzionava più. Avevamo ricevuto venti chiamate di soccorso e li abbiamo cercati tutta la notte e ci sono volute altre sei, sette ore per trovarli il giorno dopo. Erano partiti da Misurata ed erano in viaggio da 48 ore, da due erano alla deriva. Avevano ustioni causate dal sole e una volta in salvo hanno dovuto affrontare altri quattro giorni di navigazione per arrivare fino qui. Abbiamo avuto mare grosso e siamo stati male tutti, ieri abbiamo festeggiato gli sposini, e quando stavamo per arrivare e hanno visto la costa, a tutti sono venuti gli occhi lucidi". La Life Support può ospitare fino a 170 persone, ma dopo quel primo salvataggio ha avuto indicazioni dalle autorità di dirigersi immediatamente verso Ravenna. "Avremmo preferito rimanere nella zona operativa in cui eravamo – conclude – e dove non ci sono altre navi di salvataggio, ma non è stato possibile". La Life Support rimarrà a Ravenna fino a mercoledì, poi ripartirà, pronta ad affrontare la prossima missione prevista per i primi di ottobre. Lo sbarco oggi si è concluso con un applauso che ha coinvolto tutti, fuori e dentro la nave.