Multe velox, il Comune di Faenza fa ricorso: no all’annullamento del giudice di pace

Per le contravvenzioni comminate dai velocar posizionati sulla circonvallazione nei pressi del Ponte Rosso

Ponte circonvallazione, autovelox, controlli stabiltà dopo urto autogru, polizia municipale, foto Stefano Tedioli
Ponte circonvallazione, autovelox, controlli stabiltà dopo urto autogru, polizia municipale, foto Stefano Tedioli

Faenza (Ravenna), 1 febbraio 2024 – Le indagini sulle imprese criminali del cosiddetto Fleximan e dei suoi emuli verosimilmente sparsi per l’Italia non sono l’unico fronte della battaglia legale che avvolge gli autovelox disseminati lungo la circonvallazione di Faenza.

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Il velocar segato e abbattuto l’altro ieri non è infatti il solo dispositivo di questo tipo in quel tratto di strada: ben più temuti dagli automobilisti sono i velocar posizionati sulla circonvallazione in prossimità del Ponte Rosso, autori di una quantità di contravvenzioni così massiccia da essere diventata in un anno una delle fonti d’entrata più significative per le esangui casse di Palazzo Manfredi. Proprio le contravvenzioni comminate da quell’autovelox (che per la precisione si trova in via Gaetano Ballardini) e annullate da una sentenza del giudice di pace di Faenza sono ora oggetto di un appello che il Comune ha presentato al fine di "accertare e dichiarare che la motivazione di tale sentenza impugnata è erronea - esplicita il Comune - e per l’effetto, annullare o comunque dichiarare invalidi i verbali impugnati, nonché tutti i successivi provvedimenti collegati o accessori, compresi la decurtazione dei punti della patente nei confronti del ricorrente".

I verbali furono impugnati nella convinzione che sulla circonvallazione mancassero i requisiti minimi previsti dalla legge in quel tratto stradale, caratterizzato da assenza di "banchina pavimentata a destra e marciapiedi", in ragione della quale quei "dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico non potevano essere installati".

Tutte le contravvenzioni "elevate a mezzo di quei rilevatori di velocità illegittimamente installati sarebbero dunque, secondo quanto sostenuto dai ricorrenti, viziate e pertanto annullabili".

Il Comune, ovviamente non ci sta: ecco il motivo di questo ricorso in appello del Comune di Faenza.

Le multe comminate da quell’autovelox diventarono ‘materia da tribunale’ già poche settimane dopo la sua installazione: il ricorso più chiacchierato fu quello presentato da un guidatore contro le undici multe che si era visto comminare in pochi giorni, e che gli sarebbero costate la patente se le contravvenzioni non fossero state annullate.

In quel caso all’origine della ‘grazia’ sancita dal giudice di pace c’era la posizione dell’autovelox, inizialmente collocato in un punto non sufficientemente visibile ai conducenti.

Al punto che era stata la stessa prefettura ad imporre al Comune di spostare il dispositivo in un punto in cui fosse più visibile agli automobilisti che percorrono quel tratto di strada statale 9.