Tassa non versata, nei guai due hotel

Dovranno pagare al Comune di Cervia 7.500 euro, l’equivalente dell’imposta di soggiorno mai pagata .

Tassa non  versata, nei guai   due hotel
Tassa non versata, nei guai due hotel

Due interi mesi di un’estate, quella del 2020, che per via del covid in molti ricorderanno. Esattamente agosto e settembre: periodo per il quale la Corte dei Conti (sezione regionale) ha condannato una società di Cervia in solido con l’allora legale rappresentante, a pagare 7.574 euro al Comune rivierasco per via del danno erariale dovuto al mancato versamento dell’imposta di soggiorno. Si tratta della ‘Roberta Penso srl’ per la quale – secondo quanto si legge nella sentenza pronunciata nei giorni scorsi – il tribunale di Ravenna il 15 marzo 2021 aveva dichiarato fallimento nominando un curatore: nel giugno di quell’anno, il Comune cervese si era quindi insinuato nel passivo. I fatti per i quali è ora intervenuta la magistratura erariale, risalgono all’estate precedente e riguardano due hotel in quel momento gestiti dalla srl in questione: il Viamare (l’omesso versamento contestato ammonta a 3.951 euro, quasi tutti relativi ad agosto) e il Trionfal (3.623 euro, anche qui quasi tutti ad agosto). L’avviso di accertamento dell’amministrazione locale per le somme non riscosse, era stato notificato alla srl a fine maggio 2021. Il 14 giugno dell’anno dopo, il servizio Tributi del Comune aveva quindi avvisato la procura erariale di quel mancato incasso.

Quest’ultima aveva avvertito sia il curatore della società che la ex legale rappresentante: ma nessuno si era avvalso della facoltà di difendersi. Come già accaduto in una recente sentenza di condanna di una società cervese sempre per imposta di soggiorno raccolta nell’estate 2020 in hotel rivieraschi (quattro strutture per un totale di 23.715 euro) ma non versata, il collegio, dopo avere ribadito la sua competenza sul caso, ha ripercorso le norme di settore, compresa quella del maggio 2020 che, in caso di irregolarità, prevede la sola sanzione amministrativa. In passato invece per gli albergatori scattava una contestazione penale: il peculato. Ma se anche “la condotta illecita è stata depenalizzata, nulla è cambiato in ordine alla responsabilità contabile”. Il gestore deve cioè “provvedere all’incasso e successivamente deve versare al Comune”. Quello di Cervia, con deliberazione del consiglio comunale datata 29 settembre 2015, aveva approvato il regolamento per “l’istituzione e l’applicazione dell’imposta di soggiorno”, poi “più volte modificato e integrato“, in base al quale “il gestore è obbligato a riscuotere il tributo dagli ospiti e all’integrale riversamento alle scadenze previste”. Per la Corte, quei soldi addirittura “fin dal momento della consegna” da parte del cliente, “entrano nel patrimonio del Comune”. In quanto alla ‘Roberta Penso srl’, la società non ha fornito “documentazione dei versamenti” e dunque il suo comportamento è “da qualificarsi come doloso” per via della “palese inottemperanza a chiari obblighi giuridici”. Società ed ex responsabile sono infine state condannate in parti uguali a pagare le spese di giudizio quantificate in poco più di 165 euro.

Andrea Colombari