Basterebbero le cifre per descrivere l’eccezionale inizio di stagione di Austin Tilghman (foto). Il play americano, che l’OraSì ha pescato dal nulla, sta tenendo un rendimento di altissimo livello: 21 punti a partita, tirando col 58% da 2 e col 50% da 3 punti, oltre a 6.7 rimbalzi (solo Sullivan ne cattura di più) e 2.3 assist in poco più di 28 minuti di presenza media sul parquet. Numeri che stanno spingendo Ravenna al comando della classifica. In altre parole, la società ha individuato il giocatore giusto per il sistema di...

Basterebbero le cifre per descrivere l’eccezionale inizio di stagione di Austin Tilghman (foto). Il play americano, che l’OraSì ha pescato dal nulla, sta tenendo un rendimento di altissimo livello: 21 punti a partita, tirando col 58% da 2 e col 50% da 3 punti, oltre a 6.7 rimbalzi (solo Sullivan ne cattura di più) e 2.3 assist in poco più di 28 minuti di presenza media sul parquet. Numeri che stanno spingendo Ravenna al comando della classifica. In altre parole, la società ha individuato il giocatore giusto per il sistema di gioco di coach Lotesoriere. "Mi piace essere un punto di riferimento – commenta lo stesso Tilghman –, ma il merito non è soltanto mio. Le lodi sono da dividere col coach, che ha saputo inserirmi in questo sistema, e coi compagni, che si fidano di me quanto io mi fido di loro. Voglio continuare su questa strada, crescendo di partita in partita e coinvolgendo sempre di più tutti i ragazzi nel gioco".

Modestia a parte, Tilghman dice bene: lui è solo la punta di un iceberg che va molto in profondità. Le vittorie sono merito del gruppo, come è accaduto a Ferrara dopo un primo tempo piuttosto difficoltoso. "Abbiamo seguito il piano partita – spiega –. Dovevamo muovere la palla su entrambi i lati del campo e far correre gli avversari che, essendo grossi e pesanti, potevano incontrare delle difficoltà. Anche in difesa nella seconda parte abbiamo ritrovato solidità, limitando le conclusioni da 3 punti e i contropiedi. Siamo una squadra che lotta e che rimane unita anche quando commette degli errori. Cerchiamo di dare tutti il 100%: al momento sta funzionando".

Tornando alle cifre, non era facile sfoderare certi numeri da esordiente in un campionato complicato come la serie A2. "È un torneo duro – conferma l’americano –. È molto fisico, ma anche stimolante. Le squadre sono tutte di ottimo livello e i giocatori italiani di qualità notevole. Anche se abbiamo giocato solo tre partite ne sono rimasto impressionato". Nessuna paura quindi per il muscolare playmaker che ha già fatto suoi, insieme ai compagni, due derby su due, vincendoli entrambi fuori casa. Non era poi così scontato perché, specie quello con Ferrara, è tra i più sentiti dalla tifoseria.

Tilghman dimostra di apprezzare l’atmosfera di questo tipo di competizioni e chiude così: "L’aria che si respirava domenica è stata fantastica. C’era molto pubblico al palazzetto e anche tanti dei nostri tifosi. È bello poter giocare davanti agli spalti pieni, colorati e rumorosi. Mi aspetto lo stesso calore anche domenica prossima in casa".

Al Pala de André si giocherà una sfida inedita tra Ravenna e Nardò che non si sono mai affrontate in questa categoria.

Stefano Pece